Un rombo da 156 euro a Venezia, il titolare dopo la protesta dei turisti: «Nessuna truffa»
La coppia canadese ha una serie di domande all’Associazione difesa consumatore, tra cui quale sia l’autorità deputata a ricevere «reclamo formale riguardante una possibile divulgazione inadeguata dei prezzi»

Un rombo al forno costato 156 euro a una coppia di canadesi gli ha fatto passare la voglia di tornare in vacanza a Venezia. In compenso, i due hanno inoltrato una serie di domande all’Associazione difesa consumatore, tra cui quale sia l’autorità deputata a ricevere «reclamo formale riguardante una possibile divulgazione inadeguata dei prezzi».
Il fatto risale a mercoledì 14 ottobre. Si è verificato alla Trattoria Ali d’Oro, uno dei locali con i tavolini all’aperto in Fondamenta dell’Osmarin, a Castello.
I protagonisti sono Julie Li e il suo compagno, entrambi sulla cinquantina. Nel segnalare l’accaduto all’Adico, i due signori hanno allegato alla rimostranza foto dello scontrino e del menù del ristorante gestito da Ermal Biraku. «Nessuna truffa», tiene a precisare il titolare, «il prezzo al peso del secondo di pesce scelto dai clienti era scritto sul menù».
I due hanno ordinato una pizza margherita (8 euro), un litro di acqua naturale (4,5 euro), un rombo al forno (156 euro). «Il conto totale», scrivono, «ammontava a 188,72 euro (con 20 euro, il 12%, per il servizio). Nello scontrino, per il piatto di pesce viene messo solo l’importo ma non il peso, il prezzo unitario o una spiegazione di come sia stata calcolata quella cifra. Il piatto di pesce non era indicato nel menù che abbiamo consultato. Se fossimo stati informati sul prezzo prima di ordinare, non lo avremmo preso. Abbiamo pagato il conto perché non volevamo avere un confronto pubblico. Tuttavia non capiamo perché il prezzo di quel piatto non sia stato indicato. Avremmo potuto decidere se ordinarlo o meno».
«Il menù che abbiamo consultato», ricostruisce la coppia, «elencava piatti di carne e pesce generalmente intorno ai 21-34,50 euro. Abbiamo chiesto al cameriere di consigliarci un piatto e lui ci ha mostrato una fotografia sul telefono di un pesce intero (un rombo al forno) servito con patate e una piccola quantità di peperone verde. Tuttavia, non ci ha detto il prezzo e non ci ha spiegato che andava in base al peso, né ci ha detto che sarebbe costato molto più degli altri piatti».
Replica con dispiacere il titolare della trattoria. «Come si legge sul menù, visionato dagli stessi avventori, il rombo al forno, consigliato per due persone, costa 13 euro all’etto. I signori hanno personalmente scelto il pesce dalla vasca. Il prodotto è stato pesato: un chilo e due. È davvero un peccato che non ci abbiano fatto presente il loro disappunto subito. Avremo trovato una soluzione. Una volta terminato il pasto hanno ringraziato, detto ai camerieri di essere stati bene, che tutto era buonissimo, e se ne sono andati».
Si sarebbe trattato di un malinteso, insomma, a sentire il ristoratore. Una sgradevolezza che poteva chiudersi all’istante. Ma che lascia invece ai turisti arrivati da oltreoceano un brutto ricordo di Venezia.
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