Venezia piena di turisti, Mestre indietreggia: ecco i flussi dell’ospitalità

Cala il numero di visitatori che scelgono di alloggiare in terraferma: se la differenza di prezzo non è significativa, tra le due città non c’è partita. Negli alberghi del centro, gli stranieri sono l’87% della clientela

Eva Franceschini
Turisti a Venezia
Turisti a Venezia

Lo scorso week-end è stato decisamente anomalo per Venezia, letteralmente presa d’assalto dai visitatori, con 75.000 presenze complessive nel momento di picco nel pomeriggio di sabato (dati Smart Control Room).

Calli e vaporetti pieni, lunghe code alle biglietterie dei musei, vanno a definire un fenomeno di interpretazione non immediata. I dati ufficiali si fermano a luglio, ma l’impressione è che siamo di fronte ad un mese da record.

Secondo il Sistema statistico regionale, da gennaio a maggio 2026, arrivi e presenze sono così suddivisi rispetto alle aree territoriali: nell’intero comune di Venezia, arrivi e presenze a +3,3%; in centro storico arrivi a +8,3% e presenze a +8%; al Lido arrivi a +6,7% e presenze a +11,6%, mentre la tendenza è decisamente inversa a Mestre, dove gli arrivi sono calati dell’8,2% e le presenze del 10,5%.

Rispetto all’andamento turistico del Comune di Venezia, i numeri relativi ai primi sette mesi del 2026 fotografano un trend positivo: da gennaio a luglio, gli arrivi sono stati 3.429.314 (erano 3.445.889 nel 2024) e le presenze registrate sono arrivate a 7.655.430 (7.770.223 nel 2024).

Una presenza talmente massiccia da portare le strutture ricettive al sold out: in tutto il territorio comunale di Venezia, ci sono pochissimi alberghi, b&b o locazioni turistiche disponibili, almeno nella città storica. Come evidenzia lo Studio dell’Ufficio statistica della Regione, tra gennaio e maggio 2026, il settore turistico ha registrato un incremento dell’8% in centro storico e un calo del 10,5% in terraferma, tra Mestre e Marghera.

In questo contesto variegato e nonostante la sensibile diminuzione di arrivi nel mestrino, i prezzi delle strutture ricettive nella terraferma sono del tutto sovrapponibili a quelli del centro storico veneziano, se non addirittura più alti: per trascorrere due notti in un hotel a 4 stelle a Favaro Veneto, limitrofi alla tangenziale, si può spendere 498 euro e, in un’analoga struttura a Rialto, si arriva a 465 euro per la stessa permanenza.

L’interrogativo non si può evitare ed è direttamente collegato al sovraffollamento di Venezia in queste ultime settimane: com’è possibile che un albergo situato a Mestre proponga una fascia di prezzo analoga, se non superiore, a quella espressa da una struttura equivalente con possibile vista sul Canal Grande? Il quesito si presta a molteplici risposte e viene da chiedersi se tra i visitatori che fanno registrare il sold out a Venezia non ci sia anche chi, ormai a parità di prezzo, si dirige a Venezia, a discapito della terraferma.

Il direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori, Daniele Minotto commenta l’aumento sconsiderato dei prezzi proposti a Mestre: «Si tratta, prevalentemente, di una conseguenza dell’andamento positivo delle presenze registrato a Venezia. I proprietari di alberghi, o locazioni turistiche o b&b a Mestre, alzano il prezzo proprio perchè a Venezia è tutto sold out», dice il direttore Minotto, «se un turista vuole fermarsi a Venezia e dintorni, non ha altra possibilità se non prenotare a Mestre. E’ normale che i prezzi si alzino anche nella terraferma». A motivare il boom turistico della città lagunare sarebbero diversi fattori: «Senza dubbio, il clima torrido dell’estate appena trascorsa ha spostato le tempistiche de i viaggi verso Venezia», prosegue Minotto, «visitare una città d’arte con temperature elevate non è il massimo. A questo, si aggiunge l’attrattività esercitata non solo dal festival del Cinema, ma anche da eventi come la Biennale e Homo Faber, che ogni anno richiamano l’attenzione di un numero notevole di persone. E’ un momento positivo per il turismo veneziano».

Per quanto riguarda la tipologia ricettiva, va fatta una distinzione tra le strutture alberghiere e le locazioni turistiche, che hanno un target di riferimento diverso: «La capacità ricettiva degli hotel si è ridotta», prosegue Minotto, «Negli ultimi quattro anni, siamo passati da una media di 80 posti letto ad una di 68. Oltre il 70% si colloca negli hotel dalle quattro alle cinque stelle.

I dati consolidati al 31 dicembre 2025, dicono che nel comune di Venezia i posti letto destinati all’alberghiero sono 33.000, circa un terzo del totale. Oggi ci sono 43 alberghi a cinque stelle, che entro il 2028 arriveranno a 50». L’87% degli ospiti è di nazionalità straniera, con gli americani al primo posto (20%), dotati di buona capacità di spesa, seguiti da inglesi, francesi e spagnoli.

I cinesi arrivano appena al 2%: «Non sono interessati all’arte, ma al business e al divertimento», conclude Minotto, «i voli diretti Pechino-Venezia hanno aumentato la loro presenza, ma il tempo medio di pernottamento è di 1,5 notti, il più basso di tutti». L’extra-alberghiero offre 60.000 posti letto, di cui 46.000 in locazioni turistiche.

La tendenza degli ultimi due mesi ha risollevato il morale agli operatori del settore: «I mesi di settembre e ottobre faranno la differenza rispetto all’estate», dichiara Ondina Giacomin, presidente di Abbav, che rappresenta le strutture extra-alberghiere, «un’occasione per migliorare la professionalità di chi gestisce b&b e locazioni turistiche. C’è bisogno di formazione e siamo in prima linea».

 

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