Sparatoria all’Arsenale, il movente nel traffico di droga

Il 44enne finito in carcere è accusato di lesioni gravissime, porto d’armi e spaccio. Due dei quattro colpi esplosi hanno raggiunto la vittima, l’uomo che avrebbe sparato è stato trovato nell’appartamento di una conoscente

Mitia Chiarin
La pistola trovata dai carabinieri (foto carabinieri)
La pistola trovata dai carabinieri (foto carabinieri)

Emergono ulteriori dettagli sulla sparatoria all'Arsenale del 24 ottobre scorso. L’episodio violento ha origine da dissidi nel mondo del traffico di droga. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia, assieme al personale del Nucleo Natanti e della Compagnia Carabinieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 44enne straniero e senza fissa dimora, presunto responsabile di lesioni personali gravissime, porto e detenzione di arma comune da sparo, nonché denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio, ricettazione e detenzione abusiva di munizioni.

L’uomo, durante la tarda serata del 24 ottobre in Campo dell’Arsenale, avrebbe esploso 4 colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un suo connazionale, colpendolo con 2 colpi agli arti inferiori e dandosi alla fuga nelle calli adiacenti. La vittima è stata soccorsa da personale del Suem 118 e trasportata all’ospedale civile, non in pericolo di vita.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura lagunare, è stata svolta con metodi tradizionali ed attività tecniche ed ha permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto, nonché di individuare e rintracciare il 44enne in un appartamento di una sua conoscente.

A seguito di perquisizione personale e locale, il 44enne è stato trovato in possesso di una pistola revolver calibro 38, risultata provento di furto ed utilizzata verosimilmente per l’aggressione armata, occultata all’interno di una presa d’aria muraria esterna unitamente a 4 bossoli esplosi e 5 cartucce, gr. 22 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi, una somma in contanti ammontante a circa 1.050 euro, ritenuta provento dell’attività illecita di spaccio, nonché gli indumenti indossati dal 44enne durante l’azione criminosa. Il tutto è stato sottoposto a sequestro.

Dai primi accertamenti, il movente sarebbe riconducibile a dissidi scaturiti tra il presunto autore e la vittima in un contesto di traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Lo straniero, al termine delle formalità di rito, è stato portato in carcere a Venezia.

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