Stazione Santa Lucia, scompare il monumento alla memoria di un partigiano. Anpi: «Ripristinatelo»

Nella colonna che ricorda giovani ferrovieri veneziani e veneti morti durante la Resistenza, non si legge più il nome di Giovanni Altobelli. Protestano Anpi Venezia e Iveser, l’istituto veneziano per la Resistenza 

Mitia Chiarin
Il monumento alla memoria dei partigiani veneti e veneziani, il nome di Altobelli non è più visibile
Il monumento alla memoria dei partigiani veneti e veneziani, il nome di Altobelli non è più visibile

Il nome di Giovanni Altobelli? È finito coperto da un tramezzo. La memoria finisce dimenticata, al binario 8-9 della stazione ferroviaria di Santa Lucia. E scoppia la protesta. È una colonna in stazione quella che ricorda i nomi di giovani ferrovieri veneziani e veneti morti durante la Resistenza, tra il 1943 e il 28 aprile del 1945.

Partigiani ferrovieri che nascosero militari italiani dopo l'armistizio, sabotarono linee e locomotive, fornirono fondamentali aiuti agli angloamericani. Parteciparono da protagonisti alla liberazione dall'occupazione nazifascista. Il monumento oggi scompare nel via vai di viaggiatori e trolley, senza indicazioni.

Ma ora il nome di Altobelli non è più visibile, sovrastato da un tramezzo. Iveser, Istituto Veneziano per la Resistenza, e Anpi 7 Martiri, hanno subito sollecitato Rfi e Ferrovie ad intervenire con una lettera ufficiale all’architetto Martino.

«Chiediamo il ripristino decoroso del nominativo del ferroviere caduto per la Liberazione del nostro Paese Giovanni Altobelli». Il nome è in alto, ma non lo si vede più. «Certi che anche e, a maggior ragione, per le RFI-Grandi Stazioni “la memoria non è nostalgia o rituale ricordo dei morti, ma un atto di responsabilità per i vivi e di liberazione” (come ci ricordano illustri storici della Resistenza) e anche di un mancato controllo nell’intervento che cancella in parte il nome del ferroviere, attendiamo sollecito riscontro sul ripristino».

Come? Spostando la lastra con il nome di Altobelli sotto quella di Arturo Schiavon, dicono Marco Borghi, presidente dell’Iveser, ed Enrica Berti, presidente del circolo Anpi di Venezia. Tanti in queste ore si scandalizzano. Anche perché non è il primo episodio.

Giulio Bobbo ricorda negli ultimi 17 anni la presenza di quel monumento è stata difesa dai lavori di restauro della stazione di Santa Lucia più volte, rendendo anche difficile alla cittadinanza «visitare questi monumenti ed onorarli».

Borghi conferma, mostrando vecchi articoli di altre proteste. Si aggiunge alla protesta la ex presidente dell’Iveser Giulia Albanese, oggi capogruppo Pd in Comune. «La memoria della lotta per la Libertà dei ferrovieri veneziani non può essere cancellata. Se Grandi Stazioni ha la necessità di fare lavori di ammodernamento deve trovare il modo di garantire che questo presidio memoriale sia salvaguardato, rispettando la memoria di quel luogo che è un pezzo importante della memoria della città». E l’intero gruppo consiliare dei Dem prende posizione.

«Il gruppo consiliare del PD deplora che, a causa di lavori di ammodernamento, al binario 8 della stazione di Venezia sia stato cancellato il nome di Giovanni Altobelli nella colonna che commemora i ferrovieri caduti per la Liberazione. Non è la prima volta che questo monumento commemorativo è oggetto di incuria e tentativi di rimozione da parte di Grandi Stazioni, cancellando una pagina fondamentale della storia della città e del paese, oltre che dei ferrovieri italiani». Si chiede l’immediato ripristino del monumento.

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