Venezia, protesta dei cittadini in Consiglio comunale contro il disagio abitativo
Cittadini e comitati hanno occupato l’androne del Municipio di Venezia in segno di protesta contro due delibere: una sull’ex Scalera-Trevisan alla Giudecca e l’altra sull’ampliamento di strutture ricettive nel centro storico

Protesta cittadina in Consiglio comunale a Venezia, oggi, 15 gennaio, contro il voto di due delibere: la prima permetterebbe al Comune di tirare dritto, senza accogliere le osservazioni arrivate dalla Municipalità di Venezia sul progetto delle aree dismesse ex Scalera-Trevisan alla Giudecca, e introdurre un vincolo di dieci anni per gli alloggi che verranno rimessi sul mercato e destinati a foresteria.
La seconda riguarda proposte di riqualificazione e ampliamento di strutture ricettive esistenti nel centro storico di Venezia. L’avvio della discussione tarda per la coda di cittadini radunata nell’androne del Municipio, in mobilitazione. Tra loro Ocio (Osservatorio civico sulla casa e la residenzialità), Asc (Assemblea sociale per la casa), Rete solidale per la Casa, Venessia.com. Sono voci di comitati e gruppi che si occupano di disagio abitativo in città. In Consiglio, la protesta ha il pieno sostegno dei gruppi Terra e Acqua, Tutta la città insieme, M5S.
Susanna Polloni, portavoce di Rete Solidale per la Casa (4 sportelli tra centro storico e terraferma) attacca il progetto all’ex Scalera. Parla di “scempio”, di “speculazione immobiliare agevolata dal pubblico”. “Abbiamo raccolto oltre 400 firme”, dice la portavoce, “per la petizione popolare che chiede l’estensione della delibera blocca-alberghi a tutto il territorio comunale per limitare i danni già recati alla città e impedire di fare ampliamenti di alberghi già esistenti”. Interviene anche Martina Vergano, referente di Asc.
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