Venezia, controlli sui crediti fiscali: sequestri per dodici milioni
Il bilancio della Guardia di Finanza veneziana, scoperti 609 lavoratori in nero. Settantatré persone denunciate per riciclaggio e sette gli arrestati in tutta la provincia

Crediti fiscali generati reclamando bonus per lavori edili mai terminati, quando non inventati di sana pianta, o triangolazioni di fatture: dallo scorso anno, la Guardia di Finanza di Venezia ha fatto congelare titoli sospetti per 12 milioni, impedendo che falsi crediti andassero a compensare debiti reali con l’erario; 51 le partite Iva da far cancellare. E’ solo uno dei risultati registrati dal Comando provinciale dal gennaio 2025.
Le attività ispettive hanno permesso di individuare 153 evasori totali, completamente sconosciuti al Fisco, e 609 lavoratori in nero. L’azione di contrasto al contrabbando di tabacchi ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di prodotto; dodici le tonnellate di carburanti sequestrate in provincia perché il prodotto era alterato o era stato acquistato con agevolazioni che non spettavano a chi lo avrebbe impiegato.
Un centinaio le verifiche sul reddito di cittadinanza e l’assegno di inclusione, che hanno fatto emergere 370.000 euro incassati indebitamente, mentre le frodi accertate ai danni dello Stato e dell’Unione europea portano il conto ad oltre sette milioni.
In materia di riciclaggio e autoriciclaggio sono state denunciate 73 persone, di sette finite in arresto, e sequestrati beni per quasi 11 milioni di euro. Le operazioni antidroga condotte nel Veneziano hanno tolto dal mercato 67 chili di sostanze proibite, mentre quelle a tutela dei marchi e del Made in Italy hanno portato al sequestro di 6,8 milioni di pezzi contraffatti.
Il bilancio regionale dell’attività, diffuso durante le celebrazioni del 252° anniversario della fondazione del Corpo, a Campo San Polo, indica invece per il 2025 e i primi 5 mesi del 2026, 58.000 interventi e 4.464 indagini contro illeciti economico finanziari e infiltrazioni criminali.
Il contrasto all'evasione, spesso attraverso intrecci nazionali e internazionali di imprese anche "cartiere" cioè inesistenti, al solo scopo creare fatture false e non pagare l'Iva su beni e servizi ha visto impegnate le fiamme gialle con più di mille indagini volte a disarticolare filiere criminali e prevenire il riciclaggio dei fondi.
A livello veneto sono state denunciate 1.190 persone mentre sono 13 quelle arrestate. Sia in fase di prevenzione che in quella a contrasto delle frodi sono state sequestrate dalle Fiamme Gialle in Veneto disponibilità patrimoniali per 51 milioni e cautelati 23 milioni di crediti d'imposta inesistenti. In poco meno di un anno e mezzo, sono state proposte all’Agenzia delle Entrate 300 cessazioni di partite Iva con profili di pericolosità fiscale e segnalati per blocco preventivo 48 milioni di euro di crediti fiscali non spettanti.
Imponente è la quota di lavoro nero nel mercato occupazionale veneto che i finanzieri hanno fatto emergere attraverso le ispezioni: individuati 683 evasori totali, nonché 3.046 dipendenti in nero o irregolari, che hanno permesso di scoprire ipotesi di illecite esternalizzazioni di manodopera e indebito sfruttamento dei lavoratori.
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