Venezia, tensione in Consiglio sulle Municipalità
Un emendamento del Pd accende la sala, Trabucco provoca la maggioranza: «Abbiate il coraggio di eliminarle». Il centrista Boldrin: «Andrebbero ridotte da sei a tre»

Poteri, ruoli e deleghe delle Municipalità accendono il dibattito a Ca’ Farsetti, durante la seduta del consiglio comunale di questo giovedì pomeriggio. Con un emendamento al regolamento di contabilità, il Pd chiedeva di eliminare l’articolo 15, secondo cui «il voto del consiglio comunale sul bilancio di previsione difforme dal parere della Municipalità non necessita di motivazione». I dem, con Giuseppe Saccà come primo firmatario, chiedevano di fatto una maggior considerazione delle sei Municipalità. Un tema già caldo che, la scorsa primavera, è stato al centro della campagna elettorale. Sia da una parte che dall’altra.
I cavilli
Al di là dei discorsi politici, lo stesso Saccà ha sottolineato quella che a suo dire è un’anomalia amministrativa: «Questo articolo», ha spiegato in aula, «è in contrasto con il regolamento delle Municipalità secondo cui il consiglio comunale deve dare motivazione qualora provveda in modo difforme dal parere della stessa Municipalità». Non convinto, Saccà ha chiesto un parere alla segreteria comunale che, a sua volta, si è rivolta all’Avvocatura comunale che ha fatto sapere di non vedere «nessuna contraddizione dal momento in cui il bilancio è un atto generale e non ha l’obbligo di essere motivato».
La provocazione: «Mettiamo tanti Urp»
Rapidamente, però, il dibattito ha lasciato regolamenti e procedure per allargarsi alle questioni di principio. Al ruolo delle Municipalità, al decentramento dei poteri e al coinvolgimento dei cittadini nell’amministrazione della città. A dare il la al dibattito, Giuseppe Saccà che ha ricordato come nel programma elettorale del sindaco Simone Venturini c’era la proposta «di un tavolo per ridare centralità alle Municipalità. Eppure, oggi queste hanno come unico potere quello di esprimere pareri non vincolanti, in questo modo togliamo anche l’unico barlume di dignità istituzionale».
A lanciare la provocazione, però, è il dem Gianluca Trabucco: «Volete trasformare le Municipalità in centri di ascolto. Fate un atto di coraggio: eliminatele e mettete tanti Urp sul territorio, così evitiamo anche le spese», ha aggiunto lanciandLao un’occhiata all’assessore al bilancio Michele Zuin e ricordando che «con la sinistra la Municipalità aveva delle deleghe, oggi sono scatole vuote». Per la capogruppo Giulia Albanese, approvare l’emendamento dem sarebbe stato «un atto di educazione istituzionale dal momento in cui cinque Municipalità su sei sono della maggioranza».
La destra: «Deleghe tolte da Orsoni»
Chiamata in causa, la destra ha risposto. A prendere parola, i consiglieri approdati a Ca’ Farsetti dopo essere passati dalle Municipalità. Per la gialla Monica Di Lella «i pareri sensati sono sempre stati ascoltati», per l’ex presidente della Municipalità di Favaro, Marco Bellato, «la politica non la si fa con le deleghe che, comunque, sono state tolte nel 2012 da Orsoni», ha puntualizzato, «le Municipalità non sono scatole vuote ma il primo gradino a cui i cittadini si possono rivolgere per le loro istanze».
Il centro: «Rivediamole»
Anche il centrista Michele Boldrin si è inserito nel dibattito, pur tenendosi lontano dalle questioni di principio definendo «stucchevole tirar fuori i grandi temi su queste piccolezze». Boldrin ha ammesso che «c’è un problema vero: il Comune è disomogeneo e servono Municipalità adeguate al territorio». Da qui, la proposta di rivederle e, in caso, ridurle da sei a tre.
«Le dinamiche e la popolazione sono cambiate», ha aggiunto la pentastellata Sara Visman, «serve un ragionamento serio sulle Municipalità». Più disfattista Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), secondo cui «Ci stiamo abituando al fatto che le Municipalità non ci saranno più, visto che servono nei Comuni con più di 250mila abitanti, ma di questo passo non se ne accorgerà nessuno». Alla destra, Gasparinetti ha risposto che «gli anni scorsi non sono state ascoltate le Municipalità come enti ma sulla base delle affinità politiche con la Giunta».
La replica dell’assessore
A chiudere il dibattito e ad annunciare il voto contrario della maggioranza all’emendamento dei dem, l’assessore al bilancio Michele Zuin: «Non è mai stata data una motivazione, non trovo giusto che venga inserita in un atto ufficiale. In questi anni abbiamo sempre dato ascolto alle Municipalità, tutto si può dire ma non che non siano state tenute in considerazione. Quella di Venezia negli ultimi sei anni ha alimentato un dibattito vivace, abbiamo dato spazio a tutti».
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