Cantieri di Sant’Alvise finiti ma ancora chiusi. L’appello delle remiere
I lavori per l’antincendio sono conclusi, ma restano cavilli burocratici. Il presidente: «Domenica 26 aprile ricomincia la stagione, è ora di tornare in sede». Il 1 maggio apertura garantita dal Comune

I cantieri sono ormai conclusi, ma la remiera di Cannaregio resta chiusa. Il motivo? Dei cavilli burocratici, pratiche che tardano ad arrivare.
E intanto, la primavera avanza e la stagione remiera è prossima a cominciare, con la regata di Mestre in calendario domenica 26 aprile. Per questo, i soci di Cannaregio lunedì sera si sono riuniti per capire il da farsi e, ora, chiedono uno sprint.
I lavori
Da oltre tre mesi, il cantiere di Sant’Alvise, che ospita sette remiere è chiuso per i lavori di adeguamento dell’impianto antincendio. L’annuncio, da parte del Comune, era arrivato poco prima delle Festività: con una nota, aveva fatto sapere alla remiera di Cannaregio che il cantiere sarebbe rimasto chiuso dal 12 gennaio fino al 31 marzo.
Quasi un mese dopo, però, l’accesso è ancora bloccato, così come gran parte delle attività delle remiere di casa a Sant’Alvise. Tuttavia, inizialmente il Comune aveva inizialmente concesso un’apertura parziale del cantiere, in modo da non impedire ai più di 1500 soci dei vari sodalizi di svolgere attività sportiva nel più grande polo cittadino. Un solo compromesso: la collaborazione per la movimentazione interna delle imbarcazioni, da spostare ciclicamente dalle zone interessate dai lavori. Tuttavia, i rapporti all’interno del mondo del remo non sono sempre facilissimi e la contrarietà di una società a spostare le proprie barche ha comportato lo stallo per tutti durante il primo mese di lavori.
I trasferimenti
Poi, fortunatamente, la situazione si è sbloccata. Certo, con i lavori nel mezzo i soci hanno dovuto trovare soluzioni alternative, appoggiarsi ad altre realtà. I vogatori soliti ad allenarsi a Cannaregio, si sono dovuti spostare altrove.
Le canoe hanno trovato ospitalità al Dopolavoro ferroviario. Il vicino centro sportivo di Sant’Alvise ha dato in concessione la palestra per gli allenamenti a terra. Ospitalità preziose che, tuttavia, hanno rappresentato un costo per la remiera. Intanto, i corsi di voga - una delle principali forme di sostentamento - sono stati bloccati.
Spiragli di luce
«Non vediamo l’ora di riprendere le attività», commenta il presidente della remiera Cannaregio, Marino Almansi, «anche perché la stagione è alle porte ed è fondamentale poter tornare nel nostro cantiere». Un segnale incoraggiante, intanto, è arrivato: il Comune ha dato la disponibilità di aprire il cantiere il 1 maggio, nonostante sia un giorno festivo, per consentire ai soci di partecipare alla Vogaepara di Burano.
«Siamo contenti», aggiunge Almansi, «anche perché altrimenti sarebbe stato impossibile partecipare alla regata. Un piccolo segnale, uno spiraglio che ci fa pensare che il peggio sia passato. O almeno, è quello che speriamo». L’auspicio è che le remiere di Cannaregio possano tornare al più presto nel loro cantiere. Che è molto di più: è in primis comunità, punto di ritrovo, casa e scrigno della tradizione veneziana.
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