Caso Venezi, Venturini: «Ora ripartire con responsabilità». Martella: «Decisione che auspicavo»

Le reazioni dopo la decisione de La Fenice. La Rsu: «Atto doveroso, orgogliosi di non aver mai abbassato lo sguardo»

Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

Il caso del benservito dato dal Teatro La Fenice a Beatrice Venezi accende la politica veneziana. Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra, parla di «vicenda delicata, che avrebbe meritato un maggiore coinvolgimento della città di Venezia», mentre Andrea Martella che guida la coalizione di centrosinistra, sottolinea come sia la decisione che auspicava dal momento in cui si è candidato a sindaco di Venezia. 

Le parole di Venturini

«È una vicenda delicata, che va affrontata con equilibrio e senso di responsabilità – ha sottolineato il candidato sindaco del centrodestra Simone Venturini -. Si chiude una fase che ha generato preoccupazione e tensioni, e che avrebbe richiesto fin dall’inizio maggiore attenzione, ascolto e coinvolgimento della città di Venezia e delle sue istituzioni».

«La Fenice non è un luogo qualunque: è un patrimonio culturale della città, del Veneto e del Paese. Per questo ogni scelta che riguarda il teatro deve essere compiuta con serietà, rispetto e piena consapevolezza del valore della sua storia, della sua orchestra, dei suoi professionisti e di tutte le persone che ogni giorno contribuiscono alla sua qualità artistica e internazionale».

La Fenice annulla la collaborazione con Beatrice Venezi

Secondo Venturini ora per La Fenice è il momento di voltare pagina,  ritrovando serenità e armonia. «Lavorerò affinché le istituzioni nazionali coinvolgano maggiormente Venezia nelle decisioni che riguardano il suo teatro e, più in generale, le principali istituzioni culturali cittadine».

«Da sindaco, mi impegnerò per ricostruire ricostruire un clima di fiducia, rispetto e collaborazione, tutelando l’autorevolezza della Fenice e il lavoro della sua orchestra, dei suoi professionisti, dei tecnici e di tutto il personale. Dobbiamo fare in modo che si torni presto a parlare della Fenice per ciò che rappresenta davvero: la musica, l’eccellenza artistica e il prestigio internazionale di Venezia».

Il commento di Martella

«La decisione della Fenice di annullare tutte le collaborazioni con Beatrice Venezi pone finalmente un punto fermo a una vicenda nata male e proseguita peggio. È la decisione che auspicavo da quando mi sono candidato». È il commento di Andrea Martella, candidato sindaco del centrosinistra.

«L’ho detto tante volte e lo ripeto anche oggi: la Fenice aveva bisogno di resettare una serie di scelte sbagliate e ripartire in una logica più serena e improntata alla condivisione, che permettesse di tutelare le grandi professionalità di un’orchestra amata in tutto il mondo e restituire al nostro Gran Teatro il rango internazionale che gli spetta e che merita». 
«L’intera vicenda - aggiunge Martella - è stata contrassegnata da un metodo sbagliato, a partire dall’atteggiamento arrogante del presidente-sindaco Brugnaro. Serviva abbassare la tensione e riannodare con rispetto il dialogo, non alimentare contrapposizioni e forzature che nulla hanno portato di buono al Teatro».

«Ora mi auguro - conclude Martella - che questa decisione permetta di riportare il focus su ciò che realmente conta: valorizzare fino in fondo l’eccellenza che la Fenice rappresenta, a Venezia e nel mondo, e mettere al riparo il suo prestigio da operazioni arroganti e amichettistiche che la destra ha rischiato di far pagare molto care al nostro Gran Teatro».

La Rsu: «Atto doveroso»

«La RSU della Fondazione Teatro La Fenice esprime soddisfazione per la decisione della Direzione di annullare le collaborazioni con la Maestra Beatrice Venezi. Si tratta di un atto doveroso nei confronti di un’Istituzione d’eccellenza e delle sue maestranze, le cui professionalità sono state oggetto di dichiarazioni pubbliche gravi, infondate e lesive della dignità del lavoro», è la risposta del sindacato della Fenice di Venezia, che tante volte in questi mesi aveva protestato contro la nomina di Venezi.

«Siamo orgogliosi di non aver abbassato mai nemmeno per un secondo il nostro sguardo a conferma che la cultura e la musica non hanno colori e non temono il confronto con la verità», conclude la nota.

Saccà: «Colabianchi si dimetta»

Sulla rinuncia a Venezi è intervenuto anche il capogruppo del partito democratico in consiglio comunale Giuseppe Saccà, chiedendo le dimissioni del sovrintendente Colabianchi .«Rescindere il contratto della direttrice Venezi è stato l’unico passo possibile dopo quanto accaduto negli ultimi mesi. La gestione del Sovrintendente Colabianchi si è contraddistinta per totale mancanza di trasparenza, promesse non mantenute e scelte inadeguate che hanno messo e continuano a mettere a rischio la credibilità della Fondazione Teatro La Fenice. Adesso è necessario che anche il Sovrintendente tragga le conseguenze del suo operato e rassegni le dimissioni, aprendo la strada a una nuova fase di rigore, responsabilità e serietà», le sue parole.

Giordano (Cgil): «Era l’unica scelta possibile»

«La decisione della Fondazione Teatro La Fenice di annullare tutte le future collaborazioni con Beatrice Venezi è positiva ed era, francamente, l’unica scelta possibile», ha detto Daniele Giordano, segretario generale della Cgil di Venezia.

«Peccato che ci siano voluti mesi per riconoscere ciò che era evidente fin dall’inizio, quella nomina era sbagliata, inadeguata e profondamente contestata da chi il Gran Teatro La Fenice lo vive e lo fa vivere ogni giorno, a partire dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai professori d’orchestra»

 

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