Un quartiere esperimento per dodicimila abitanti

Il quartiere di villaggio San Marco nasce da una sperimentazione del dopoguerra. Il progetto per l’insediamento ha origine nel 1946 da un’esperienza didattica condotta dagli architetti Samonà e...

Il quartiere di villaggio San Marco nasce da una sperimentazione del dopoguerra. Il progetto per l’insediamento ha origine nel 1946 da un’esperienza didattica condotta dagli architetti Samonà e Piccinato alla Scuola di architettura di Venezia. Gli studi vengono accompagnati da indagini statistiche e questionari rivolti a “manovali, operai e impiegati” dell’industria di Marghera per comprendere le loro esigenze abitative e di socialità collettiva. L’idea è di creare una sorta di casa-città che colleghi Venezia a Mestre, integrando lavoratori di origini e ceto differente. Si progettano così otto nuclei insediativi isolati e immersi nel verde, senza traffico, e un centro civico attrezzato. Case duplex, case a quattro piani e case alte a torre sono pensate per rispondere a diversi bisogni delle famiglia. A ispirarle è l’edilizia della Venezia Minore, studiata da Egle Trincanato. Nascono così le corti, maschili e femminili, con case a due piani a schiera e servizi commerciali di prima necessità, situati in edifici centrali di quattro piani.

Nel 1951, dopo l’approvazione del piano di ricostruzione di Mestre, l’Ina-casa affida l’incarico della realizzazione del quartiere a Piccinato e Samonà, col Gruppo architetti e ingegneri veneziani. Il progetto viene, poi, in parte modificato ma conserva le dimensioni per 12 mila abitanti e tante attrezzature di uso collettivo: il cinema, la chiesa, le scuole, il mercato. La costruzione del quartiere viene pianificata in 14 anni ma il progetto cambia ancora: gli edifici multipiano vengono ridotti da 11 a sei piani e alcune parti non verranno mai realizzate: il centro civico, le case più alte e le costruzioni adiacenti a forte Marghera. Oggi in viale San Marco vivono quasi diecimila persone. Il viale collega il centro di Mestre al parco di San Giuliano, con una pista ciclabile e di qui passerà il tram per Venezia. Da 15 anni, dopo i primi esami dei terreni, si attende la fine delle bonifiche sui giardini dei palazzi, contaminati da rifiuti industriali scaricati al tempo delle prime edificazioni.

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