Un nuovo salone da parrucchiera la sfida di mamma Jasminne

Ventottenne, con due figli piccoli, dopo 11 anni di lavoro da dipendente ha deciso di investire: «Tanti mi chiedono se sono pazza a farlo ora» 

la scommessa

Imprenditoria femminile, il coraggio di Jasminne: apre oggi il suo salone da parrucchiera in via Morer delle Anime, proprio di fronte all’Agrimec. Un calcio alla pandemia e un sogno che si avvera per la 28enne che dopo undici anni di lavoro da dipendente era attualmente in disoccupazione. «In tanti mi chiedono se sono pazza ad aprire in questo momento», afferma Jasminne Furlanetto, «ma l’occasione si è presentata ora e non so se mi ricapiterà. La proposta di prendere il negozio mi è arrivata a sorpresa il giovedì prima che il Veneto entrasse in zona rossa a marzo. Il martedì successivo avevo già accettato. Si tratta di un investimento importante e non nascondo che la preoccupazione è tanta ma è la mia occasione, anche se il periodo non è proprio fortunato». Tra le categorie massacrate dalla pandemia ci sono senz’altro le parrucchiere, ma Jasminne è positiva e determinata. «Il consiglio che mi fanno in tanti è che potevo continuare a stare a casa, percepire la disoccupazione e stare coi miei bambini», osserva, «Io sono sempre stata indipendente e coi primi soldi degli stage mi pagavo il cinema con gli amici senza chiedere soldi ai genitori. Inoltre fare la parrucchiera è il mio sogno da sempre: da quando avevo tre anni e mettevo i bigodini a mia zia. Tra l’altro non riuscivo più a reinserirmi: chi ti assume con due bambini piccoli? Non voglio stare con le mani in mano e i tempi per i miei bimbi ci saranno lo stesso dopo il lavoro e nei fine settimana».

Allestire il salone durante la zona rossa non è stato semplice. «Diciamo che pur immaginando che prima o poi ci sarebbe stata una nuova zona rossa, avrei sperato di riuscire ad aprire un po’ prima di dover chiudere in modo da iniziare a farmi conoscere». spiega Jasminne, «Ma io vedo il lato positivo: ho avuto più tempo per preparare al meglio il salone. Dettagli che avrei sistemato un po’ alla volta, sono invece già a posto. Manca ancora qualche arredo perché i fornitori sono in ritardo ma se stai a guardare proprio tutto, compresa l’imprevedibile pandemia, non apriresti mai». —

Claudia Stefani

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