Trasporto dializzati Dopo 15 anni i volontari passano il testimone

«Avete accompagnato mio padre nel suo lungo percorso di dializzato con abnegazione, impegno e serietà, sempre più che disponibili e sempre con una parola di conforto, ma anche di supporto. Per noi familiari, ma soprattutto per lui, siete stati parte integrante della famiglia, presenti anche in quell’ultimo viaggio di oramai quattro anni fa». Sono alcuni dei messaggi che stanno arrivando all’indirizzo della Croce Verde, per ringraziare tutti gli operatori i quali per anni hanno accompagnato i pazienti dializzati in carico all’azienda sanitaria negli ospedali di riferimento, all’Angelo piuttosto che a Villa Salus o a Dolo.
Dal primo agosto, infatti, il servizio è cambiato e non verrà più svolto dalle due Croce verdi di riferimento, Marcon e Mestre, ma dalla cooperativa sociale Italy Emergenza che ha vinto il bando di concorso lanciato a ottobre dell’anno scorso e che si è chiuso a fine anno. La Croce verde di Marcon e quella di Mestre seguivano circa 84 pazienti circa. Il presidente dell’associazione di Marcon ha scritto una lettera ai pazienti e alle loro famiglie seguiti dal servizio, salutandoli uno per uno, ricordando il rapporto che negli anni si era instaurato.
«Speriamo che il nostro impegno quotidiano, la disponibilità e la sensibilità del personale, abbiano reso il servizio più confortevole possibile», si legge. In tanti hanno risposto, con affetto, ringraziando la Croce verde. «Svolgevamo questo servizio da sedici, forse diciassette anni», spiega il presidente Luigi Allocca dispiaciuto, «La normativa è cambiata, a livello italiano europeo e regionale, pertanto non abbiamo potuto partecipare al bando essendo associazione di volontariato, almeno questa è l’interpretazione che hanno dato gli uffici regionali della materia, che è ancora oggetto di interpretazione». La Croce verde riceveva per il servizio un rimborso spese. «Si trattava di un compito complesso che richiedeva molte energie», spiega il presidente della Croce Verde di Mestre Maurizio Ceriello, «noi coordinavamo il trasporto dei pazienti, i turni, avevamo suddiviso il territorio tra noi e Marcon. In più di un’occasione abbiamo sollecitato questo bando, perché i trasferimenti erano impegnativi, come il numero di persone e i mezzi impiegati. Adesso, invece, siamo più liberi di utilizzare le persone prima impegnate per aumentare il supporto al servizio ospedaliero e al Pronto soccorso in ristrutturazione, trasportando persone che richiedono trasferimenti, dimissioni e tutti quei servizi necessari». —
M.A.
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