Tentato omicidio a Venezia, la polizia cerca il coltello in Canal Grande
La giudice Vitolo ha confermato il carcere per i due cugini inglesi che hanno accoltellato al collo un 21enne veneziano che difendeva una ragazza

Davanti alla giudice per le udienze preliminari Benedetta Vitolo - assistiti dagli avvocati d’ufficio Lenarda e Locatelli - i due cugini inglesi di 19 e 21 anni arrestati con l’accusa di tentato omicidio i sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Per ora restano in carcere. La notte di San Valentino hanno seguito di locale in locale una giovane della quale il maggiore si era invaghito via Instagram. Quanto il 21enne veneziano si è frapposto tra loro e la ragazza, il maggiore tra i due cugini ha tirato fuori un coltello a scatto con la lama di 10 centimetri e l’ha passato al cugino più piccolo. Una frazione di secondo: impugnata l’arma, l’ha conficcata nel collo del giovane veneziano che già stava allontanandosi dopo uno scambio di battute, finendo d’urgenza in sala operatoria con un’arteria lesionata.
Gli agenti subacquei della Polizia stanno cercando il coltello in Canal Grande, davanti a Riva del Vin, dove i giovani accusati di tentato omicidio l’hanno lanciato durante la fuga. I due si sono resi irreperibili per una settimana, fino a quando la Squadra Mobile li ha trovati nascosti in casa della nonna di uno di loro, a Castello, in questi giorni all’estero.
I cugini - il più grande studia Giurisprudenza, spesso a Venezia – erano arrivati in città il 31 gennaio e già avevano il biglietto per tornare il 27 febbraio in Inghilterra: così, la gip Vitolo ha accolto la richiesta del pm Mammucci di disporre la misura cautelare del carcere, per il rischio di fuga e di reiterazione del reato, vista la facilità nell’usare l’arma.
La vicenda
La notte di San Valentno, in un’Erbaria straripante di giovani in pieno Carnevale, la lama del coltello ha raggiunto al collo il giovane veneziano, provocandogli una ferita che ha rischiato di ucciderlo: ora il 21enne del Lido ferito a Rialto è fuori pericolo, dopo l’intervento d’urgenza al quale è stato sottoposto subito dopo il ricovero all’ospedale all’Angelo: se il colpo è stato inferto al collo e se la ferita non si è dimostrata letale è stata solo questione di millimetri.
È per questo che la Procura di Venezia, con il pubblico ministero Ermindo Mammucci. A una settimana dall’aggressione che poteva finire in una tragedia senza ritorno, sono stati arrestati dalla Squadra Mobile i due giovanissimi cugini inglesi in vacanza in città - di 21 e 19 anni – che nella notte di San Valentino hanno accoltellato al collo un ventunenne veneziano, mandandolo in Rianimazione. Non sono scappati, non hanno cercato di tornare in Inghilterra: sono rimasti a Venezia, in casa della nonna, che in questo periodo si trova all’estero.
La ragazza molestata
E ora si comprende meglio anche la violenta dinamica di quella notte, che per un nonnulla ha rischiato di portarsi via la vita di un ragazzo: i due erano ricercati in tutt’Europa – con segnalazioni in aeroporti e nelle stazioni – con l’accusa di tentato omicidio in concorso.
La dinamica
Quella notte, il ragazzo veneziano si era ritrovato con un coltello a serramanico piantato nel collo, a lesionargli un’arteria, dopo che aveva cercato di difendere una amica dall’ossessivo pressing di uno dei due inglesi, che le aveva chiesto con insistenza di incontrarsi via Instagram e che la notte del 14 febbraio – dopo averla incontrata per caso in un bar – aveva iniziato a seguirla.
I due cugini intercettano lei (che ha sempre rifiutato qualsiasi proposta di incontro) e i suoi amici in Erbaria, affollatissima nella notte di Carnevale. Cercano un approccio, ma vengono respinti: la ragazza non ne vuol sapere. Per evitare problemi, il gruppo di veneziani si sposta all’interno del locale “La Bussola”, ma qui i due giovani inglesi – giunti a Venezia il 31 gennaio con biglietto di rientro il 27 febbraio – si fanno nuovamente avanti.
Il giovane veneziano si mette davanti alla ragazza, per difenderla. «Ehi amico», gli dice il 21enne inglese, «lei è la mia ragazza: io la amo, ma lei no….». «Siete in Italia, a casa mia», replica il giovane veneziano, tenendolo a distanza. Per tutta risposta il 21enne inglese tira fuori dalla tasca un coltello a serramanico, che si rivelerà avere un’affilata lama lunga 10 centimetri.
Lo passa al cugino, che lo fa scattare e in un battibaleno lo conficca nel collo del ragazzo, che crolla a terra, dopo essersi sfilato da solo dal collo la lama, gettando il coltello a terra. Questione di attimi, mente i due cugini inglesi si danno alla fuga, uno dei ragazzi che erano con loro, raccoglie il coltello da terra, lo nasconde sotto il giubbotto e poi corre via.
Tutto raccontato nei particolari dai giovani testimoni e immortalato dalle telecamere del sistema di videosorveglianza: dato l’allarme, il giovane veneziano viene portato prima al Civile e poi all’ospedale all’Angelo, dove i medici gli salvano la vita; gli investigatori si mettono da subito sulle tracce degli aggressori.
Sin dalle prime ore, grazie proprio alle testimonianze e a quei messaggi su Instagram, riescono a capire chi sono e scoprono che uno dei due ha la nonna con casa in città. Tengono d’occhio l’appartamento e vedono entrare e uscire un uomo (il compagno della proprietaria), ma le luci restano accese in casa: sanno che lei non c’è, così decidono per il blitz e trovano i due ragazzi, che non hanno mai lasciato Venezia.
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