Coppia di anziani smaschera i finti carabinieri

L’episodio a Spinea. Quando i complici si sono presentati alla porta, la donna ha intuito l’inganno. Capito che il colpo era sfumato, i banditi hanno interrotto le chiamate

Alessandro Abbadir
I due sono riusciti a squarciare grazie all’intuito e a una attenta capacità di osservazione
I due sono riusciti a squarciare grazie all’intuito e a una attenta capacità di osservazione

Un’ora e mezza da incubo, intrappolati nella rete invisibile ma spietata di una banda di truffatori. Rete che sono riusciti a squarciare grazie all’intuito e a una attenta capacità di osservazione.

È questa la brutta avventura capitata a una coppia di anziani ultrasettantenni residenti nel rione del Villaggio dei Fiori di Spinea. La coppia è stata presa di mira nei giorni scorsi da malviventi che hanno tentato di svaligiare la loro abitazione usando una sofisticata tecnica di manipolazione telefonica.

A raccontare i dettagli è lo stesso anziano vittima della tentata truffa, che ha deciso di parlare per mettere in guardia i propri concittadini dai pericoli che si corrono solo dando credito a chi telefona e si spaccia per forze dell’ordine.

«Ho ricevuto una telefonata in cui mi dicevano che i miei documenti erano stati clonati», spiega la vittima, «Con quei dati, a loro dire, era stata acquistata un’auto usata per compiere rapine. Mi hanno intimato di andare subito alla caserma dei carabinieri di Mestre, in via Miranese, specificando però di non entrare. Un militare sarebbe uscito per farmi firmare un verbale, che mi avrebbe discolpato da tutto».

Mentre l’anziano correva a Mestre, tenuto costantemente al cellulare per impedirgli di chiamare chiunque altro, un secondo componente della banda ha agganciato sempre al telefono la moglie a casa, terrorizzandola: il marito era sotto interrogatorio e rischiava il trasferimento al carcere di Milano.

Per salvarlo, doveva raccogliere tutti i gioielli presenti in casa e permettere che a un funzionario dei carabinieri (finto) di «confrontarli con la refurtiva».

Quando i complici si sono presentati alla porta, la donna ha fortunatamente intuito l’inganno. Nonostante le forti e minacciose insistenze dei truffatori, non ha aperto.

Capito che il colpo era sfumato, i banditi hanno interrotto le chiamate. Solo a quel punto i coniugi sono riusciti a parlarsi, realizzando il pericolo scampato.

«Abbiamo denunciato tutto alle forze dell’ordine», conclude il marito, «Il mio appello è di fare massima attenzione: il loro trucco è tenere occupate tutte le linee per isolarvi».

Un episodio simile, che poi era anche in quel caso sfumato, si era verificato diversi giorni fa in via Alberoni ad Oriago di Mira.

Stessa la tecnica usata dai truffatori e anche in questo caso i malviventi sono stati messi in fuga.

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