Appalti più che triplicati per lo sfalcio del verde, il sindaco di Teglio fa il giardiniere

Oscar Cicuto, primo cittadino di Teglio Veneto, al lavoro con i volontari: «Le ditte parlano di tasse, caro carburanti, costo del personale: io guardo ai conti»

Rosario Padovano
Il sindaco di Teglio Veneto Oscar Cicuto
Il sindaco di Teglio Veneto Oscar Cicuto

I prezzi per tagliare l’erba triplicano, così il sindaco si improvvisa giardiniere. Non è una forma di protesta, ma proprio una necessità quella di Oscar Cicuto, il primo cittadino di Teglio Veneto. Le cifre esorbitanti degli ultimi tempi lo hanno convinto a scendere in campo insieme ai volontari per mettere a posto aiuole e spazi verdi.

«Non sono così male alla fine, devo solo prendere la mano», ha risposto venerdì mattina. Oscar Cicuto non è nuovo a soluzioni “in house”. Assente il geometra, si è offerto lui di guidare qualche anno fa l’Ufficio tecnico. Una scelta dovuta anche dalla cronica carenza di personale e dall’impossibilità ad assumere nuovi dipendenti. Teglio è terra di confine e ormai, da decenni, le buste paga per i dipendenti comunali sono più pesanti nel vicino Friuli Venezia Giulia, di almeno 400 euro lordi, cifra utile per pagare le spese o iscrivere i figli alle pratiche sportive. Sulla questione del giardinaggio Oscar Cicuto è furioso. Per scrollarsi di dosso la rabbia si è infilato la tuta e ha iniziato ad adoperare, a inizio settimana, il decespugliatore.

«Io devo sempre vigilare sui conti e non posso permettere che il Comune affronti spese eccessive. L’amministrazione dal punto di vista economico deve restare virtuosa e mi spaventano tutti questi rincari. Lo scorso anno», spiega Cicuto, «ho dato incarico, per il 2025, a una ditta di giardinaggio, pagando circa 20 mila euro. Ho cominciato a sondare il terreno, per trovare aziende di giardinaggio che mi proponessero situazioni convenienti come quella dello scorso anno. Non ne ho trovate. C’erano aziende che mi chiedevano 60 mila euro, altre 75 mila. Ho rifiutato».

Al primo cittadino le ditte avrebbero addotto, sui rincari, giustificazioni che lui ritiene un po’ assurde. «Queste ditte non possono triplicare i prezzi in pochi mesi. Si sono giustificati evidenziando i rincari dei carburanti, il costo del lavoro dei dipendenti, le tasse o altro ancora, come l’impiego di nuovi materiali su cui investire. Io non ho più avuto tempo», conclude, «Ho chiesto ai volontari di darmi una mano, e hanno risposto affermativamente. Di questo li ringrazio assai. E, siccome i terreni sono diversi, mi sono io stesso rimboccato le maniche e dato loro una mano. È faticoso: inizia a far caldo, ma me la cavo» dice, pronto per il prossimo taglio del verde pubblico da fare.

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