Suicida con il gas, esplode la casa

Scintilla fortuita, botto all'alba: muore quarattottenne, lesionati gli altri tre alloggi
L’edificio di Briana con i vigili del fuoco intenti a verificare la dinamica e ad appurare i danni
L’edificio di Briana con i vigili del fuoco intenti a verificare la dinamica e ad appurare i danni
 
BRIANA.
Un boato che sveglia il paese all'alba, frammenti di finestra che volano in strada, colpendo le auto in transito e le case vicine. Poi le fiamme che divampano fino al piano di sopra. A esplodere è un appartamento di Briana al piano terra di una palazzina all'inizio di via Calvi, affacciata sulla Noalese. All'interno, disteso a letto, giace Frank Perizzato, 48 anni. I vigili del fuoco lo hanno trovato morto carbonizzato e sepolto dai calcinacci piovuti dal solaio a causa dell'esplosione.
 Per i carabinieri si tratta di suicidio: Perizzato avrebbe saturato l'appartamento di gas aprendo le valvole in cucina per lasciarsi morire di asfissia, poi però una scintilla, provocata forse dall'accensione della luce, avrebbe provocato lo scoppio. Danneggiati anche gli altri appartamenti vicini: tre su quattro sono inagibili. Il botto, tremendo, alle 6.50 di ieri. A quell'ora Perizzato è a casa: l'ipotesi più accreditata è che l'uomo abbia aperto le valvole del gas fino a saturare il piccolo appartamento, un mini con camera, camera, bagno e soggiorno-cucina, al piano terra di una palazzina al civico 2 di via Calvi. Una scintilla accidentale avrebbe poi fatto detonare l'alloggio come una bomba. L'effetto è devastante: lo scoppio scardina gli infissi, proiettandoli verso la Noalese e nel cortile dei vicini. Alcuni frammenti arrivano fin sulla statale, già trafficata, colpendo un'auto di passaggio con due persone a bordo. Il conducente riesce a fermare la vettura solo alcune centinaia di metri dopo, ha la fiancata danneggiata, ma né lui né il passeggero hanno riportato ferite. I detriti piovono anche sulle proprietà confinanti, alcuni addirittura oltre il rio Vernice che scorre dietro casa. Vengono spazzate via anche le porte, le finestre e i mobili dell'appartamento a fianco, per fortuna vuoto in quel momento, come tutti gli altri alloggi della palazzina.  Dei due al piano di sopra uno è sfitto, dell'altro viene subito rintracciato l'inquilino: dirà ai carabinieri di essere uscito per andare a lavoro solo 5 minuti prima dell'esplosione. Quasi un miracolato, anche perché dopo lo scoppio le fiamme divampano alte, fino al suo appartamento. Crolla anche parte del solaio tra i due piani e crolla sul corpo ormai privo di vita di Perizzato, trovato disteso a letto, in parte carbonizzato, dai vigili del fuoco chiamati sul posto dai residenti. Gli uomini del 115 arrivano giusto in tempo per completare il lavoro iniziato dai vicini.  I primi a prestare aiuto sono Rino Masiero e Siro Pelosin, al lavoro nell'orto di casa e il figlio di Virginio Rossetto, che fa l'autotrasportatore e stava mettendo in moto il camion al momento dello scoppio. Corrono tutti verso la casa di Perizzato e provano a spegnere le fiamme come possono, anche con le canne dell'acqua da giardino. La situazione viene risolta poco dopo dai vigili del fuoco di Mestre che spengono le fiamme con gli idranti, entrano nell'appartamento e trovano il cadavere ormai senza vita di Frank Perizzato, disteso a letto.

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