A 17 anni violentata in casa dal coinquilino, i carabinieri sulle tracce dell’uomo
Notte di paura a Marghera, l’aggressione in un momento di assenza del marito, mentre il figlioletto dormiva. La ragazza ha chiesto aiuto ai militari

Avrebbe dovuto essere un sabato sera come tanti altri. A casa, a Marghera. Con suo figlio di soli tre mesi che dormiva nella sua culla e suo marito che sarebbe rientrato di lì a qualche ora. Invece, per una diciassettenne bengalese, lo scorso sabato ha assunto i contorni del dramma e la violenza ha fatto da padrona.
La ragazza, che condivideva l’appartamento anche con un altro connazionale, ha subìto un’aggressione sessuale. La chiamata disperata alle forze dell’ordine, la corsa in Pronto soccorso. E la paura, una costante che ha accompagnato la ragazza in una notte drammatica. Poi, la mattina, non hanno tardato ad arrivare le reazioni politiche. La condanna alla violenza, certo, ma anche l’accusa verso un certo Islam che vede le donne sottomesse e le ragazzine non ancora maggiorenni già mamme.
La violenza
L’uomo, più grande di lei, forse l’aveva puntata già da tempo e, sabato, complice l’assenza del compagno della giovane, ha approfittato per abusare di lei mentre il neonato della coppia dormiva nella stanza accanto.
La ragazza, spaventata e sotto shock, dopo la violenza è riuscita a chiedere aiuto, chiamando i carabinieri. Nel mentre, aveva fatto ritorno a casa anche il compagno.
I soccorsi e le indagini
Dopo l’aggressione, l’uomo sembrerebbe essersi allontanato. Arrivati sul posto, i militari hanno accompagnato la ragazza in Pronto soccorso a Mestre dove sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso, tra visite ginecologiche e infettivologiche per escludere il contagio con eventuali malattie veneree dopo la violenza subita.
Trattandosi di una minorenne, le indagini sono partite d’ufficio e i carabinieri sono sulle tracce dell’uomo. Fondamentali, per gli inquirenti, i referti medici dell’Angelo.
Le reazioni
Non ha tardato ad arrivare la condanna dell’aggressione da parte della Lega, con le parole del consigliere comunale Alex Bazzaro e dell’europarlamentare Anna Maria Cisint.
«Un episodio inaccettabile, uno stupro vergognoso che ha avuto come preda una minorenne bengalese. Un’altra vittima della violenza dell’Islam radicale e probabilmente del sistema marcio basato sulle ospitalità. Lo stesso schema che ho già visto a Monfalcone. Una minorenne bengalese già con figli: mi chiedo, una sposa bambina?», commenta Cisint. «Stuprata dall’ospite, anche lui islamico», aggiunge Bazzaro, «Una presenza dietro alla quale spesso si nasconde un mercato nero di subaffitti illegali e posti letto abusivi. Un mercato islamico dell’orrore, dove la donna viene doppiamente svenduta: prima come sposa e madre, poi come preda di abusivi».
Due comunità sconvolte
La comunità bengalese è rimasta attonita davanti all’episodio. Lo stesso vale per la comunità di Marghera, che ha fatto presente come queste giovani non debbano essere lasciate sole davanti al loro destino. A maggior ragione se minorenni, già mamme e lontane dalla scuola. Dopo gli accertamenti medici e la deposizione davanti ai carabinieri, la diciassettenne è stata riaccompagnata a casa insieme al marito e al proprio figlioletto.
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