Stalking e diffamazione verso la preside Condannato a 8 mesi

MIRANO Da quel 10 novembre 2011 è il suo pensiero fisso. Ogni 10 del mese si presenta davanti al liceo Majorana-Corner dove insegnava il figlio Leonardo, morto suicida a 35 anni dopo che era venuta...

MIRANO

Da quel 10 novembre 2011 è il suo pensiero fisso. Ogni 10 del mese si presenta davanti al liceo Majorana-Corner dove insegnava il figlio Leonardo, morto suicida a 35 anni dopo che era venuta a galla la sua relazione con una studentessa, per denunciare le responsabilità a suo dire della preside e dell’istituzione scolastica per quanto successo. Una “battaglia” che il padre combatte anche su Fb.

Ieri la giudice Sara Natto ha condannato Pierluigi Pasqualetto, 70 anni, a 8 mesi di reclusione (con la concessione delle attenuanti generiche) per stalking e diffamazione nei confronti della preside Claudia Berto, oltre che per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di due carabinieri che lo avevano arrestato durante una manifestazione in piazza a Mirano. Il pubblico ministero Raffaele Incardona aveva chiesto di condannare il padre del docente alla pena di un anno. La giudice ha stabilito anche un risarcimento pari a 7.000 euro a favore della preside, costituitasi con l’avvocato Franca Tonello che aveva chiesto, oltre ai danni, anche l’applicazione di misure per proteggere la parte offesa. L’imputato era in aula alla lettura della sentenza.

La difesa, con l’avvocato Bruno Tegon, nel corso dell’arringa aveva sostenuto come «Pasqualetto chiede di conoscere i fatti per capire se il suicidio del figlio fosse evitabile». A dire del padre, infatti, il decesso del figlio Leonardo è da classificare come “morte sul lavoro” in quanto il sistema scolastico avrebbe avuto un ruolo. Tanto che in vari post su Facebook la preside era stata definita da Pasqualetto come «assassina» e «delinquente», oltre che «coinvolta in un complotto». La preside aveva denunciato che i continui messaggi sul social, oltre che la presenza di Pasqualetto fuori da scuola nella ricorrenza della morte del figlio, le avevano creato ansia e stravolto la vita.

Poco dopo la sentenza, Pasqualetto si è sfogato su Fb: «Per me è una sconfitta della giustizia italiana. È soltanto una battaglia persa della guerra per ottenere la dovuta giustizia per mio figlio Leonardo, per il professor Pasqualetto, insegnante di elevatissima caratura intellettuale ed umana, morto sul lavoro perché era troppo bravo nell’insegnare». Il padre annuncia di non mollare: «Ricorrerò in Appello e se nel caso in Cassazione e alla Corte Europea dei diritti dell’uomo». —



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia