Spopolamento e costi energetici: soffrono anche le piscine in città

Sacca Fisola chiude dal 7 giugno per tutta l’estate. Previsti lavori di manutenzione: Aperta solo Sant’Alvise. I gestori: «Sempre meno iscrizioni e spese più alte»

 

Costanza Francesconi
Lucia Boato, Rari Nantes Venezia, nella piscina di Sacca Fisola
Lucia Boato, Rari Nantes Venezia, nella piscina di Sacca Fisola

 

Meno abitanti, meno utenti. Rischiano di affogare per spopolamento e caro energia le piscine comunali, non solo le scuole. Da dopo il Covid, gli impianti natatori pubblici sono schiacciati dall’aumento subito dalle spese vive, non compensate da nuove iscrizioni.

Lavori di efficientamento energetico e revisione della contribuzione che spetta al Comune versare, una percentuale variabile a seconda della convenzione, sono i primi salvagenti citati dai gestori delle piscine veneziane.

Tra queste c’è l’Amedeo Chimisso a Sacca Fisola, di norma aperta fino a luglio ma chiusa per manutenzioni straordinarie dal 7 giugno. In tutta un’estate, esclusa la settimana di Ferragosto, l’unico impianto fruibile in centro storico – 47.641 residenti, dato del 9 maggio – sarà quello di Sant’Alvise.

Anche la Rana Azzurra, al Lido, da qualche anno segue il calendario scolastico: da una parte per la fuga dell’utenza verso il mare a due passi, dall’altra per il calo dei residenti, e quindi degli iscritti. Attività natatorie sospese da lunedì 8 giugno a settembre.

Alla voce insostenibilità troviamo: iscrizioni crollate del 15-20% dallo scoppio della pandemia e mai più risollevate, bollette salatissime, contributo comunale negli anni invariato, tra il 40 e il 50%. Infine, gli impianti energivori e fatiscenti che necessiterebbero, al condizionale, di essere stravolti in chiave green.

Il caso di Sacca Fisola

«La denatalità e la capacità di spesa delle famiglie, diminuita con l’impennata del caro-vita, ha cristallizzato la situazione» riscontra Lucia Boato, presidente Rari Nantes Venezia, cui fa capo la piscina in via Calabria, alla Gazzera, e quella di Sacca Fisola. Dall’Acqua granda, l’affluenza è scesa, sono stati soppressi corsi di nuoto quattro giorni alla settimana.

«Si cerca di ampliare l’offerta per essere più attrattivi, ma la coperta è corta», alza le mani, «tiene l’agonismo, con una sessantina di atleti che quest’estate, però, dovranno allenarsi altrove». Non solo. Niente centri estivi, nuoto fitness o libero. Mentre verranno rifatte le docce al piano vasca va in ferie forzate un presidio di comunità.

Lo stesso in cui si allenava il giudecchino Amedeo Chimisso, promessa del nuoto italiano, alla cui memoria è intitolata la piscina, morto ventenne nel disastro aereo di Brema del 1966. «Ci sono tanti lavori da fare ma manca una visione chiara sul futuro dell’area», commenta Boato. Negli ultimi tempo, la gestione di Sacca Fisola è stata riassegnata di anno in anno, senza permettere una programmazione di lungo termine, anche delle manutenzioni.

Sant’Alvise

A Sant’Alvise, la società sportiva dilettantistica presieduta da Marco Treggia e gestita con la Polisportiva Terraglio, il gestore ha sottoposto al Comune un piano economico finanziario di sostenibilità, immaginato su 9 anni di convenzione (da rinnovare), per mantenere lo status quo dell’impianto dove intervenire in ottica di risparmio energetico.

Alessandro Mauro, presidente della piscina in via Circonvallazione, a Mestre, ma operativo anche a Sant’Alvise, riferisce che: «Il Comune è sempre stato disponibile a valutare le nostre considerazioni per risolvere in sinergia i problemi. Contiamo che anche la nuova giunta proceda nella stessa direzione».

Certo, non è come negli anni Ottanta e Novanta, quando sono nati gli impianti, e Ca’ Farsetti contribuiva per il 70-80% alle spese, considerando l’attività natatoria un servizio, non solo sport. «Allora», ricorda, «si voleva che tutta la cittadinanza vi avesse accesso». Al Lido c’è la piscina Rana Azzurra. «A conti fatti», dice lo storico gestore David Salvadori, «tenere aperto durante l’estate non conviene affatto».

Lido di Venezia

«Già da alcuni giorni è forte la fuga verso il mare», nota Salvadori, «ma al di là di questo, pesa sempre di più la gestione della struttura: da 50 mila euro che pagavamo di luce e gas nel 2019, l’anno scorso siamo arrivati a 88 mila. Il Comune copre il 60% delle spese, ma senza giovani coppie, bambini e ragazzi, il numero l’utenza si è ridotta all’osso».

«Lavoriamo per mantenere le attività, ma è un fatto che negli ultimi anni i fruitori siano il 20% in meno. La piscina del Lido è un bellissimo impianto, sovra dimensionato per l’isola, che comporta costi di manutenzione stellari. Il Comune ha stanziato 400 mila euro per lavori strutturali al tetto, senza contemplare il rifacimento dell’illuminazione a led o l’installazione di pannelli fotovoltaici, primo passo per sperare di far sopravvivere una piscina a Venezia».

 

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