Quattro messe e tanta gente per invocare il dono della pioggia, il parroco: «L’acqua è preziosa»

A Cappelletta e Moniego l’iniziativa di don Paolo Furlan: «Non è superstizione, non è una danza propiziatoria». Il sacerdote ha interpretato i timori dei fedeli sulla siccità

Alessandro Abbadir
Il parroco, don Paolo Furlan
Il parroco, don Paolo Furlan

Di fronte a una morsa di caldo e siccità che non dà tregua e minaccia le campagne, la risposta della comunità passa anche attraverso la fede.

A Cappelletta e Moniego di Noale, quattro giorni di preghiera si sono trasformati in una forte mobilitazione corale per auspicare il ritorno della pioggia nei campi e mitigare la terribile calura che in queste settimane sta stringendo l’intera Pianura Padana.

L’iniziativa, intitolata “Triduo di Preghiera per chiedere al Signore il dono della pioggia”, è stata promossa dalle due parrocchie locali guidate dal parroco, don Paolo Furlan, che ha dedicato le messe feriali e festive a questa speciale intenzione. Un gesto che si inserisce pienamente nella tradizione cristiana delle comunità rurali.

«Di fronte ad una situazione che pare avere pochi precedenti e che non sembra avere per ora vie d’uscita», spiega don Paolo, «ho raccolto la grande preoccupazione che i parrocchiani e le famiglie del territorio stanno vivendo in questo momento. A Moniego e Cappelletta il tessuto sociale ed economico è fatto di tanti agricoltori e una siccità di questo tipo porta danni diretti ai redditi e alle economie familiari».

La partecipazione dei fedeli alle celebrazioni è stata alta, spinta da una tensione cresciuta nelle ultime settimane, specialmente dopo la decisione dei Consorzi di Bonifica di limitare le irrigazioni alle coltivazioni.

Le messe contro la piaga della siccità, d’altronde, senza dover scomodare il Medioevo, hanno rappresentato la normalità nei paesi di campagna fino a pochi decenni fa. Il parroco ci tiene, tuttavia, a chiarire il senso profondo dell'iniziativa, lontano da ogni forma di superstizione: «L’intenzione non è quella di pregare per chiedere un evento che si concretizzi poche ore dopo, non si tratta di una “danza della pioggia”. È piuttosto una preghiera che sottolinea la preziosità di un elemento fondamentale come l’acqua, che significa vita. Un ragionamento che portiamo avanti non solo durante le messe, ma anche negli incontri con i giovani, come nel caso del Grest». Per don Paolo, il momento di difficoltà deve trasformarsi in un’occasione di riflessione sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente: «Spero che queste preghiere possano servire a creare nell’animo dei fedeli quella sensibilità per la natura e per l'armonia con il creato che è parte fondamentale della cristianità».

L’iniziativa potrebbe non rimanere isolata. «Speriamo che la situazione migliori», conclude il parroco, «ma certo, se questa siccità continuerà, faremo altre messe ed iniziative per chiedere al Signore il dono della pioggia».

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