Siccità, l’acqua salata risale l’Adige: il consorzio ferma le irrigazioni
Sono state chiuse le derivazioni del fiume a servizio dei campi di Sant’Anna di Chioggia. Veritas non riesce più a potabilizzare l’acqua e la deve fa arrivare da Venezia La raccomandazione: «Fate la doccia e non usate la vasca»

Il caldo torrido che sta caratterizzato l’estate in corso ha riportato di estrema attualità un altro problema legato alla siccità e alla mancanza d’acqua negli invasi montani che riversano in mare molta meno acqua dolce: l’avanzamento del cuneo salino. Problema legato principalmente alle attività agricole, ma anche alla potabilizzazione degli acquedotti, che non risparmia nessuna località del litorale veneziano. Dal Delta del Po, a Chioggia fino a Caorle, l’emergenza è da allarme rosso.
E chissà se le piogge in arrivo basteranno per invertire la tendenza.
Agricoltura in ginocchio
Dopo il Po, anche l’Adige è in sofferenza. Come sostiene il consorzio di bonifica del Delta del Po, la siccità ormai si sta manifestando in tutta la sua gravità anche alla foce del fiume Adige, con livelli di portata del fiume eccezionalmente bassi che di conseguenza registrano una massiccia risalita del cuneo salino, il sale che dal mare entra dentro il fiume per diversi chilometri.
Analizzando la portata, attualmente il misuratore di Boara Pisani si attesta attorno ai 50 metri cubi al secondo, 30 metri cubi in meno rispetto agli 80 sotto i quali la barriera antisale tra Chioggia e Rosolina perde efficacia. Valori di salinità talmente più alti rispetto alla soglia di tolleranza per l’irrigazione, che costringono l’ente consortile a sospendere tutte le derivazioni e a chiudere le irrigazioni che pescano direttamente nel fiume, in particolare a Rosolina e a Sant’Anna di Chioggia.
Decisione che è stata comunicata a tutte le organizzazioni agricole, agli enti interessati, compresa la Regione. La crisi dell’Adige colpisce un vasto territorio a vocazione agricola, con coltivazioni di grande pregio, che pagano anche la progressiva scomparsa dei ghiacciai che priva i grandi fiumi dell’acqua necessaria per alimentare le risorse orticole durante i mesi estivi.
Da capire quanto i temporali in arrivo avranno effetti sul grande fiume Po che a Pontelagoscuro si è attestata ben lontana dai fatidici 450 metri cubi al secondo che consentono il funzionamento delle barriere antisale. Con il cuneo salino risalito di oltre 20 chilometri molte irrigazioni sono chiuse da giorni.
Potabilizzatore bloccato
Oltre all’agricoltura, anche l’acquedotto di Chioggia potrebbe avere dei grossi problemi legati all’acqua potabile. Chioggia pesca direttamente sull’Adige, ma lo stato di scarsità idrica e la risalita del cuneo salino ha indotto Veritas a bloccare l’impianto di potabilizzazione di Cavanella d’Adige, che tornerà a funzionare non appena la portata del fiume tornerà a 80 metri cubi al secondo.
Chioggia che, per fortuna, può contare sull’acqua proveniente da Venezia. Per questo motivo Veritas invita tutti i cittadini a risparmiare acqua il più possibile nelle quotidiane faccende domestiche, utilizzando la doccia anziché la vasca, oppure utilizzare gli elettrodomestici a pieno carico o come lavare i denti o le stoviglie senza far scorrere l’acqua dal rubinetto.
Allarme Veneto orientale
Il sale del mare ha raggiunto anche un’altra Cavanella: la frazione di Concordia Sagittaria più vicina al territorio di Caorle. Il Consorzio di Bonfica Veneto Orientale sta lavorando per impedire che il sale raggiunga le condutture d’acqua che porterebbero al blocco dei rubinetti, come successo quattro anni fa a Caorle. Per il momento il pericolo è scongiurato perché si sta attingendo dal canale Fossalato e dalle risorgive a nord del portogruarese.
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