Sgominato maxi giro di prostituzione e spaccio a Jesolo
Una gang "interetnica" composta da italiani, romeni e magrebini: sfruttava le ragazza e vendeva droga anche a minorenni. La soddisfazione del governatore leghista Luca Zaia: "Avremo un'estate pulita"

VENEZIA. Una vasta operazione della Questura di Venezia con 80 agenti ha permesso di smantellare un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione, dando esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una decina di perquisizioni a carico dei componenti della gang, che si occupava anche del traffico di stupefacenti nelle zone turistico-balneari del litorale veneziano.
Nel blitz impegnata anche la Squadra mobile di Venezia con il supporto dei Commissariati di Jesolo, Portogruaro, Mestre, Marghera, della Polizia scientifica e del Reparto prevenzione crimine del Veneto.
L'operazione è l'epilogo di un'indagine avviata la scorsa estate dalla Mobile lagunare, che aveva accertato un aumento della prostituzione (in strada, in appartamenti e in locali notturni) e dello spaccio di droga nelle zone turistiche balneari del litorale veneziano, specie tra le località di Jesolo, Eraclea e Cavallino. A capo c'era un gruppo criminale composto da italiani, romeni e magrebini attivo nel reclutare giovani ragazze nei paesi dell'Europa dell'Est (romene, ungheresi, estoni, lettoni, ceche) e spostate poi nel Nord Italia.
Il gruppo criminale curava nel dettaglio tutte le varie fasi e cioè il reclutamento delle ragazze tramite la malavita locale, l'ingresso in Italia, la collocazione in strutture ricettive o in abitazioni private, collocazione nel definitivo domicilio mediante agenzie immobiliari, smistamento e impiego per strada e nei locali notturni previo trasporto giornaliero dal domicilio al posto di lavoro.
Dalle indagini è emerso che ogni ragazza sfruttata, per prostituirsi doveva pagare ogni sera una sorta di 'tassa di stazionamento' pari a 50 euro ad un pregiudicato residente a Jesolo, ritenuto elemento di spicco della malavita locale, in rapporto con esponenti dell'ex Mala del Brenta.
La polizia ha documentato, tra l'altro, raid punitivi nei confronti delle ragazze che, rifiutando di pagare la 'tassa', venivano derubate o rapinate degli incassi con il chiaro intento di sottometterle al controllo del gruppo. Nell'inchiesta è emerso anche un traffico di cocaina a Jesolo, droga che veniva ceduta anche a minorenni ai quali non venivano risparmiate minacce e violenze in caso di mancato
pagamento delle dosi. Tra gli assuntori un medico in servizio presso la struttura sanitaria di Jesolo.
"Gli uomini della Questura di Venezia hanno portato a compimento un'operazione di grande rilievo, che riafferma la legalità in un territorio come quello delle spiagge, particolarmente a rischio soprattutto ora, con l'apertura della stagione turistica. Possiamo ben dire che sarà un'estate di spiagge pulite in tutti i sensi'' ha dichiarato il governatore Luca Zaia.
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