«Quaderni di scuola falsificati dalle docenti»: arriva l’esposto in Procura

Una famiglia della Riviera contro insegnanti e dirigente: «Fatti gravissimi, se condannate lascino la scuola». La difesa: «Rigettiamo ogni accusa di falsificazione»

Alessandro Abbadir
Il caso sta scuotendo il mondo della scuola nel Veneziano
Il caso sta scuotendo il mondo della scuola nel Veneziano

Esposto in Procura sul caso dei quaderni che, secondo i genitori di un bambino che frequenta una primaria in Riviera, sarebbero stati falsificati dalle insegnanti per poter procedere con la certificazione della necessità di un sostegno per il loro figlio.

Il piccolo in questo momento è frastornato per quello che sta accadendo attorno a lui. È scosso ed è costretto a prendere dei sedativi.

I genitori contestano l’operato delle insegnanti e della dirigente scolastica accusate di aver fatto partire senza alcun motivo un percorso ad hoc di verifiche sulla condizione psico - fisica del loro figlio . E arrivano al punto da chiedere alla Procura la rimozione dal posto di lavoro delle insegnanti e della dirigente stessa.

Dura l’accusa dei genitori: «Le insegnanti hanno modificato i quaderni per avvalorare la loro valutazione su nostro figlio» attaccano «Per quello che è successo vogliamo chiarezza. Nostro figlio non ha nessuno dei problemi che ci sono stati riferiti. In coordinamento con il legale che ci sta seguendo» affermano «presenteremo un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. Se ci sarà un processo e se queste persone verranno condannate pretendiamo siano loro a lasciare la scuola e non il nostro bambino. Si tratta di fatti gravissimi: fatti come questi, quando si subiscono da piccoli, possono lasciare segni indelebili, traumi nei ricordi e nella vita di una persona».

La famiglia ne ha anche per il sindaco e l’assessore all’Istruzione del Comune in cui si è verificato il fatto. «Si tratta» commenta amareggiato il nonno «di amministratori comunali completamente assenti in questa vicenda e dai quali non è arrivati alcun gesto di solidarietà».

Si difende la dirigente scolastica. «Rigettiamo fermamente l’accusa di falsificazione» premette con forza «Si evidenzia, riguardando i documenti di valutazione dell’intero percorso scolastico, che le difficoltà rilevate dalle maestre sono sempre state riportate nei giudizi descrittivi, sia in quello globale che in quello relativo al comportamento. Il livello di raggiungimento degli obiettivi riportato nelle pagelle resta tra il buono e il discreto. La relazione è stata richiesta dalla famiglia per proseguire un percorso valutativo delle abilità scolastiche già avviato dai genitori con il Servizio sanitario nel mese di dicembre 2025».

«Le insegnanti» conclude la dirigente «hanno compilato la relazione su modello standard dell’Usl 3, limitandosi a fornire tutti i dettagli ritenuti rilevanti perché gli specialisti potessero avere un quadro preciso. In nessun momento è mai stata presa in considerazione l’idea che tale relazione dovesse portare a una certificazione di disabilità e quindi all’assegnazione di un insegnante di sostegno. L’intento dei docenti era quello di poter ricevere dei suggerimenti sulla personalizzazione degli interventi didattici, per il bene del bambino, come chiaramente richiesto agli specialisti nella relazione».

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