Rio Novo, arriva la conferma: telelaser tutti i giorni
Rigettato il ricorso del Comune contro l’obbligo di controlli costanti. Ca’ Farsetti dovrà quindi continuare a conteggiare il numero di barche in transito lungo una delle principali arterie cittadine e a verificare il rispetto dei limiti di velocità tre volte al giorno

Rigettato il ricorso del Comune contro l’ordinanza del tribunale che dispone più controlli contro il traffico in Rio Novo. Ca’ Farsetti dovrà quindi continuare a conteggiare il numero di barche in transito lungo una delle principali arterie cittadine, a verificare il rispetto dei limiti di velocità tre volte al giorno mediante telelaser e pubblicare un report mensile con i dati.
Lo ha stabilito lo stesso collegio di giudici che si è così pronunciato dopo la richiesta di sospensiva avanzata dal Comune in seguito alla denuncia contro la stessa amministrazione presentata un anno fa da una farmacista, assistita dagli avvocati Enrico, Carlo e Livia Cornelio.
«Velocità superiori»
Nel respingere il ricorso del Comune, i giudici - ribadendo un concetto già espresso nel luglio scorso quando era stata emanata l’ordinanza - scrivono infatti che «il rumore lamentato dal privato cittadino esiste, e proviene dal traffico nautico del Rio Novo»: «Tutte le numerose imbarcazioni monitorate passano sempre a velocità che supera il limite di 5 km/h; il limite differenziale risulta superato sia di giorno, sia di notte; le immissioni sonore arrecano un reale e significativo disturbo».
L’esasperazione
Il ricorso presentato all’epoca dalla cittadina puntava a chiedere un accertamento tecnico e disporre misure di prevenzione. La donna abita infatti in un appartamento di Dorsoduro affacciato al Rio Novo dal 2018. E che non ce la fa più: lamenta rumori ritenuti intollerabili, sia di giorno che di notte, provocati dal passaggio di taxi e barche da lavoro. Con ripercussioni sulla salute: notti insonni, stati d’ansia anche sul luogo di lavoro.
L’ordinanza
Si era così arrivati ad un’ordinanza del tribunale, pubblicata nel luglio scorso, con la quale si imponeva a Ca’ Farsetti una serie di prescrizioni. Tra queste: tre ore al giorno di controlli, due di giorno e una di notte a sorpresa. E poi l’obbligo di pubblicare sul sito del Comune un report ogni inizio mese con i dati e gli esiti dei monitoraggi, con numero dei veicoli transitati e sanzioni. Cosa in effetti avvenuta.
Il bilancio
Il bilancio del primo mese di controlli della polizia locale è infatti corposo e riporta ottantasei multe, quasi tre al giorno. Il sistema che rileva i passaggi, anche quando i vigili non sono fisicamente presenti, ha contato 5.959 imbarcazioni tra sabato 1 e lunedì 31 agosto, di cui 540 inquadrate dal telelaser, nei tre turni quotidiani di controlli al ponte della Sbiaca e al ponte della Cereria. Risultato: 34 motoscafi multati per la velocità, di cui 20 in servizio Taxi, 6 Ncc, 6 trasportatori e 2 diportisti; 17 sorpresi in contromano (7 diportisti e 10 trasportatori); 12 multati ai sensi dell’ordinanza comunale del 2019 che vieta il passaggio in determinate condizioni, altri 8 taxi in turno extra che lì non potevano passare e ulteriori 15 multe per altre mancanze. In media, è stata multata un’imbarcazione ogni sei di passaggio.
Ora i controlli dovranno quindi continuare. Nel confermare la sua validità, scrivono ora i giudici che «la consulenza ha verificato oggettivamente la velocità dei natanti, la frequenza dei transiti e l’incidenza delle diverse componenti del rumore, giungendo a concludere che le immissioni sonore provenienti dal traffico nautico risultano chiaramente percepibili all’interno dell’abitazione».
Causa per risarcimento
La battaglia legale, comunque, è destinata a proseguire. «A breve presenterò domanda di risarcimento danni», spiega l’avvocato Cornelio, «che comporterà un ulteriore addebito di soldi pubblici a carico del Comune di Venezia. Se il Comune di Venezia non adotterà misure effettivamente efficaci, la mia assistita lo citerà nuovamente in giudizio per far accertare l’insufficienza delle misure imposte dal Giudice, la prosecuzione dell’intollerabilità dei rumori provenienti dal canale di Rio Novo e per chiedere un’ulteriore richiesta (rispetto a quella che verrà presentata a breve) di risarcimento danni, che verranno pagati con i soldi dei contribuenti».
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