Redentore, al via la petizione da presentare al Consiglio comunale: «Ridiamo la festa ai veneziani»

Ad agosto arriveranno i banchetti per raccogliere le firme. Comitati e associazioni insieme contro varchi e settori: «Tuteliamo le tavolate»

Maria Ducoli
Panoramica delle tavolate e delle barche in Giudecca
Panoramica delle tavolate e delle barche in Giudecca

La Notte Famosissima è passata, ma non le polemiche che l’hanno avvolta rispetto alla gestione da parte del Comune, tra varchi di accesso, residenti costretti ad esibire i documenti per andare a casa e l’obbligo di dichiarare per tempo la presenza di eventuali tavolate in fondamenta.

Ora spunta una petizione popolare per chiedere al Comune di Venezia di ripensare l'organizzazione della Festa del Redentore e riportarla allo spirito che per secoli l'ha caratterizzata.

È l'iniziativa promossa da Rete Solidale per la Casa, Consulta Civica Veneziana e Sportello Sociale, che annunciano l'avvio di una raccolta firme da sottoporre al Consiglio comunale con l'obiettivo di modificare le modalità di gestione della storica ricorrenza.

«L'iniziativa mira a salvaguardare l’identità socioculturale di una delle ricorrenze più autentiche della città: la Festa del Redentore», spiega Susanna Polloni.

«Negli ultimi anni l'introduzione di rigidi protocolli basati su prenotazioni e la divisione degli spazi in settori hanno snaturato profondamente lo spirito della festa e quella che storicamente è una ricorrenza votiva e popolare spontanea è stata trasformata in un evento contingentato e fortemente burocratizzato».

La petizione si articola attorno a tre richieste principali. La prima riguarda l'abolizione dell'obbligo di prenotazione per assistere allo spettacolo pirotecnico, affinché tutti i cittadini possano accedere liberamente alle rive della città durante la festa.

La seconda punta all'eliminazione della suddivisione in settori, ritenuta un ostacolo alla libera circolazione delle persone e alla socializzazione che da sempre contraddistingue la notte del Redentore. Secondo i promotori, la frammentazione degli spazi contribuirebbe, inoltre, a creare concentrazioni di pubblico.

La terza richiesta riguarda invece la tutela delle tradizionali tavolate all'aperto, uno degli elementi più caratteristici della festa. Le associazioni chiedono che venga garantita piena libertà nell'allestimento delle tavole lungo le rive, eliminando obblighi di registrazione, autorizzazioni preventive e altri adempimenti burocratici che, a loro avviso, ne limitano la spontaneità e il valore conviviale.

«Venezia deve rimanere una città viva e le sue tradizioni non devono cedere alle logiche del turismo di massa», sostengono i promotori. La raccolta firme prenderà il via nel corso del mese di agosto nei principali punti di aggregazione del centro storico e della laguna.  

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