Promosso il pm del Mose

VENEZIA. Mancava solo l’ufficialità, arrivata nel pomeriggio di ieri da Roma. Stefano Ancilotto, il pubblico ministero che assieme al collega Stefano Buccini ha condotto la maxi inchiesta sul Mose, è il nuovo procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Venezia. Lo ha deciso il plenum del Consiglio superiore della magistratura, assegnando 18 voti ad Ancilotto contro i 7 a Roberto Terzo, anch’egli sostituto procuratore in laguna.
Già prima di Natale il nome di Ancilotto era stato proposto a larga maggioranza dalla Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura. Mancava il passaggio al plenum, arrivato ieri. Ancilotto diventerà dunque uno dei bracci destri del procuratore capo Bruno Cherchi assieme ai colleghi procuratori aggiunti Adelchi d’Ippolito e Paola Mossa, quest’ultima nominata dopo il pensionamento di Carlo Nordio a febbraio dello scorso anno. Nei mesi scorsi era stato bandito un posto per una terza posizione di procuratore aggiunto: ieri la conclusione dell’iter con la nomina di Ancilotto.
Formatosi professionalmente in Sicilia, Stefano Ancilotto negli ultimi anni a Venezia è stato assegnato all’area della Procura che si occupa tra l’altro di reati contro la pubblica amministrazione e di reati fiscali. La punta di diamante del suo lavoro è certamente la maxi inchiesta sul Mose, con il filone principale del processo che si è concluso a settembre scorso e alcuni rivoli del procedimento su cui si sta ancora lavorando. Ma anche l’inchiesta su “Fisco e tangenti” dello scorso giugno nella quale erano finiti dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, finanzieri, imprenditori, commercialisti.
Rubina Bon
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








