Prepara il crack nella cucina della nonna e maltratta i genitori: in carcere un 30enne

È accaduta a Chioggia. L’uomo ha violato il divieto di avvicinamento. Secondo il pm «costringeva in uno stato di assoluta prostrazione e a un regime di vita estremamente doloroso e avvilente»

Roberta De Rossi
Il trentenne chioggiotto è finito in carcere
Il trentenne chioggiotto è finito in carcere

Ha preparato il “crack” nella cucina della nonna. Poi - preda della droga e dell’incessante ricerca di danaro - ha perseguitato, maltrattato, aggredito i genitori, pressandoli con continue richieste di danaro «costringendoli in uno stato di assoluta prostrazione e a un regime di vita estremamente doloroso e avvilente», come scrive il pubblico ministero Marco Magini nel procedimento con il quale ha ordinato l’allontanamento d’urgenza dalla casa e il divieto di avvicinarsi a un trentenne chioggiotto. Ma lui in quella casa è tornato la notte scorsa, quando la madre si è svegliato di soprassalto, sentendo qualcuno armeggiare con il portone di casa, nottetempo. I carabinieri lo hanno arrestato a 20 metri dall’abitazione, per aver violato il divieto di avvicinarsi alla casa dei genitori che ha così a lungo vessato.

Ieri, la giudice Cattarossi ha accolto la richiesta del pubblico ministero Riccardo Palma e ha disposto che l’uomo attenda in carcere lo sviluppo dell’inchiesta a suo carico: prima udienza il 14 aprile.

Nell’inchiesta principale a carico del trentenne, la Procura lo accusa di aver distrutto il mobilio di case e tutti i telefoni dei suoi familiari. Più volte ha aggredito il padre, gettandolo a terra per portargli via il portafoglio, una notte l’ha tirato giù dal letto colpendolo a calci. Ha fatto cadere la madre dalle scale di casa. Durante una crisi di astinenza, ha rotto una finestra con un calcio. Ancora, a febbraio, calci sulle gambe del padre perché non gli dava i soldi che lui pretendeva.

A muoverlo nelle sue aggressioni, non solo la tossicodipendenza, ma anche la sfrenata ludopatia.

A marzo ha colpito alla testa la madre con la cornetta del citofono per 10 euro non dati, costringendo i genitori a chiudersi in camera da letto. Ha fatto anche irruzione nello studio del legale dei genitori. Un disastro che aveva portato all’allontanamento da casa: ordine che non ha rispettato. E ora il Tribunale ha deciso per la misura cautelare più forte: il carcere.

I maltrattamenti in famiglia, come lo stalking, le aggressioni sessuali, il revenge porn rientrano tra i reati da Codice Rosso e sempre più spesso vedono non solo uomini accanirsi contro compagne o ex, ma anche figli contro genitori e nonni.

A dire quanto grave sia questa emergenza, un numero: nel solo ultimo fine settimana sul tavolo del pm di turno Stefano Strino sono giunte 24 denunce di Codice Rosso. 

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