Picchia la compagna incinta e la minaccia di portarle via il piccolo una volta nato: in carcere
La denuncia a carico di un 32enne di Portogruaro è partita dalla madre della ragazza, anche lei vittima di maltrattamenti. Il giovane è accusato anche di estorsione: chiedeva soldi che poi sperperava per i suoi vizi

Chiedeva soldi alla compagna e maltrattava lei e la sua mamma, ma soprattutto picchiava con schiaffi e pugni la ragazza anche durante la gravidanza. Protagonista un italiano 32enne arrestato dai carabinieri della stazione di Portogruaro.
L’attività di indagine è stata complessa e delicata e ha riguardato un ragazzo e una famiglia del centro. Il giudice di Pordenone ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per il giovane accusandolo di“maltrattamenti in famiglia aggravati ed estorsione nei confronti della compagna convivente e della madre di lei.
Tutto è partito dalla denuncia della suocera nell’autunno 2025. Il 32enne avrebbe dapprima fatto leva nei confronti della ragazza per riuscire ad ottenere ospitalità presso l’abitazione dei suoi genitori e, successivamente, con frequenti scatti d’ira ed al culmine dei loro litigi, l’avrebbe minacciata, denigrata con offese e malmenata con schiaffi, pugni e spintoni anche alla presenza del figlio neonato, nonché durante il periodo di gravidanza.
L’indagato, con reazioni violente e ritorsioni, avrebbe anche minacciato la vittima di portarle via il figlio appena nato, estorcendo alla madre di lei cospicue somme di denaro che avrebbe poi sperperato per i propri vizi.
Alla luce dei fatti reato emersi, visto che perdurava l’incontrollata aggressività dell’uomo, tanto da costringere le donne a vivere in un contesto familiare doloroso ed avvilente portandole a temere per la propria incolumità, i carabinieri sono intervenuti. Poi la magistratura ha fatto il resto.
Con lo scopo di applicare un’efficace misura cautelare per prevenire la reiterazione delle condotte maltrattanti e minacciose. l’Autorità giudiziaria ha emesso nei confronti del 32enne il provvedimento più duro. Dal 2 ottobre scorso l’uomo è finito in una cella del carcere del Castello a Pordenone dove rischia di restare fino al processo.
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