Portogruaro, i giudici annullano la cacciata di Scavo: l’ex assessore va reintegrato in giunta
La sentenza del consiglio di stato. Il provvedimento era stato preso dopo il caso della penna d’oro sparita al vicesindaco: per i magistrati non era ben motivato

Il Consiglio di Stato riammette Mattia Nicolò Scavo in giunta comunale. Il decreto del sindaco che lo destituiva è stato annullato, poiché non sufficientemente motivato. Le opposizioni lo avevano avvertito. Nel documento si faceva riferimento, infatti, all’assenza di fiducia per una collaborazione tra Scavo e il resto della giunta. Con motivazioni al più generiche.
«Prendiamo atto», il commento del sindaco Luigi Toffolo. «Sono stato risarcito di tutto, mi sento gratificato dalla Giustizia», ha spiegato Scavo. Che alla domanda se intende o meno presentarsi alla prossima giunta ha risposto con un eloquente: «Non lo so».
Ci sta pensando. Tecnicamente lui torna a essere assessore della giunta Toffolo, eletto con la lista civica Impegno e Serietà, ma alcune cose nel frattempo sono cambiate. Scavo è passato a Forza Italia, sotto l’ala protettrice del segretario provinciale Gianluca Forcolin.
La giunta di Toffolo potrebbe essere ridisegnata con Forza Italia finalmente al suo interno (attualmente ci sono tre assessori di Fratelli d’ Italia e uno della Lega cui si somma il sindaco), ma la civica non gradirebbe, e i due elementi in consiglio, Leonardo Barbisan e Matteo Vivan (entrambi desiderosi di subentrare a Scavo) potrebbero fare il bello e il cattivo tempo.
Sono due le strade ora per il sindaco Toffolo: o perdona Scavo e lo riammette in giunta, o riscrive il decreto, motivandolo meglio. Estromesso un anno fa, il forzista potrebbe chiedere tutte le spettanze arretrate, ma questo sarà oggetto di una successiva decisione dei giudici. Lievitano poi i costi a carico della collettività.
Tutto era cominciato dal cosiddetto “Penna-gate”.
Scavo era stato accusato di essere venuto in possesso di una penna, di marca Montblanc, di proprietà dell’assessore e vicesindaco Michele Lipani, a un galà di Carnevale. Questo era stato il “casus belli”. Noti alle cronache erano i contrasti con il sindaco, con Lipani e con l’assessora Fogliani.
Tutto cancellato dalla sentenza del Consiglio di Stato che corregge il Tar del Veneto, cui Scavo aveva fatto ancor prima ricorso, subendo la sconfitta. «Mi sento assessore a tutti gli effetti. È stata una bella giornata, ho ottenuto quello che volevo»,, ha commentato Scavo, «si può dire che giustizia è stata fatta». La riabilitazione di Scavo è una grave sconfitta politica per il sindaco Toffolo.
«Prendiamo atto», dice il primo cittadino, «la notizia mi lascia stupito in quanto è noto che la nomina di un assessore rientra nei pieni poteri fiduciari del sindaco. Nel caso vi erano tutte le condizioni di una assoluta mancanza di fiducia che è maturata nei mesi di attività giuntale».
Scatenate le opposizioni. «Quello che è certo è che questo sindaco – riflette amara Sara Moretto - non è neppure in grado di revocare un suo assessore. Era evidente a tutti che né il primo né il secondo decreto conteneva una motivazione».
Toffolo aveva emesso due decreti, e sulla base del secondo Scavo era ricorso al Tar per essere riabilitato, perdendo a Venezia ma vincendo (ieri) a Roma. «Le motivazioni erano nulle. Il Consiglio di Stato», dice Silvia Arreghini, segretaria del Pd portogruarese e capogruppo di Per un’altra Portogruaro, «non sono citati episodi concreti, comportamenti specifici o elementi documentati che giustificassero l'espulsione di Scavo. Abbiamo un sindaco debole. Torniamo a chiedere con forza che venga detta la verità ai cittadini. Portogruaro merita trasparenza e chiarezza».
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