Nuovo stadio Venezia, Tomaello: «Meglio ristrutturare subito il vecchio Penzo»

Il vicesindaco mette la parola fine al progetto di Tessera: «Il sindaco ci tiene ma in tempo di Covid è meglio così»
Interpress/GF.Tagliapietra Venezia. 24.07.2018.- Cˆ Farsetti presentazione del progetto per il nuovo stadio del Venezia FC.Interpress/GF.Tagliapietra Venezia. 24.07.2018.- Cˆ Farsetti presentazione del progetto per il nuovo stadio del Venezia FC. alla presenza del Sindaco Brugraro il Presidente Joe Tacopina il direttore generale Dante Sibilia e lavv.Alessandro Vasta.
Interpress/GF.Tagliapietra Venezia. 24.07.2018.- Cˆ Farsetti presentazione del progetto per il nuovo stadio del Venezia FC.Interpress/GF.Tagliapietra Venezia. 24.07.2018.- Cˆ Farsetti presentazione del progetto per il nuovo stadio del Venezia FC. alla presenza del Sindaco Brugraro il Presidente Joe Tacopina il direttore generale Dante Sibilia e lavv.Alessandro Vasta.

VENEZIA. Il nuovo stadio può attendere. Sembra delinearsi questa soluzione in un momento in cui, tra Covid e crisi economica, trovare fondi e investitori per costruire il nuovo stadio a Tessera è sempre più difficile. La volontà di realizzarlo rimane anche da parte del club, solo che in molti si stanno accorgendo che, forse, i tempi a molti non sembrano maturi.

LA PROPOSTA

A domanda specifica, l'attuale numero uno del Venezia non si è sbilanciato. Ma sabato Duncan Niederauer ha serrato le fila e lasciato intendere che, senza investitori e palate di milioni di euro, il nuovo stadio in questa fase non è fattibile. Meglio quindi guardare all'esistente, al Penzo che però è il secondo stadio più vecchio d'Italia. Ma ha il suo fascino, ci si arriva in motoscafo o a piedi, e non rappresenta neppure un problema dal punto di vista del pubblico. In primo luogo perché il Dpcm impedisce l'accesso ai tifosi da tempo, poi perché in media il Venezia (se va bene) è seguito in campo da non più di tremila persone, con una capienza che è più del doppio. Problemi ce ne sono però a livello di comfort, servizi, locali interni, illuminazione e muri dai quali cadono pezzi di pittura. Un occhio al Penzo ma anche al centro sportivo Taliercio di Mestre, dove le squadre si allenano.



L’APPOGGIO

È quello che arriva dal vicesindaco Andrea Tomaello, con delega allo sport, nonché grande tifoso arancioneroverde. «Cercare di rendere il Penzo più gradevole vuol dire sistemare quello che si può, riammodernarlo dentro e fuori, e magari pensare alla copertura degli spalti ora scoperti» osserva.

«Sono contento delle parole del presidente. Da parte mia c'è massima disponibilità ad andare incontro al club e ascoltare le proposte. Si rema dalla stessa parte». Con una doverosa precisazione: «Questo è il mio pensiero. So che il sindaco Brugnaro tiene moltissimo al progetto del nuovo stadio, però dobbiamo anche guardarci tutti in faccia e capire cosa si può fare in questi mesi contrassegnati dal Covid e dalla mancanza di risorse economiche. Il nuovo stadio è un sogno di tutti i tifosi, ma bisogna essere realistici. Uno stadio fine a sé stesso, senza parco commerciale annesso, non si sosterrebbe da solo. Andiamo a Tessera a costruire altri centri commerciali? Non penso che cittadini e negozianti ne sarebbero felici, io sono contrario. Il mercato di settore è saturo di strutture nella nostra zona. Però tutti i nuovi stadi del mondo nascono così. Zamparini 30 anni fa ci vide bene, ma non c’era tutto quello che esiste oggi. E’ anche una questione etica. Poi, il bacino di utenza del Venezia non è così ampio da poter riempire uno stadio da 25 mila posti. Anche durante i playoff con Inzaghi era dura riempire il Penzo. Non siamo una piazza come Vicenza o Verona, e i fallimenti hanno allontanato tanti tifosi».

LE IDEE

«Come Comune si possono valutare varie cose», precisa il vicesindaco. «Intanto, si deve capire se si possono ricevere fondi dal Bando sport e periferie, quindi prolungare la concessione al club, in cambio di migliorie dello stadio. Poi c’è anche la Soprintendenza che deve e può dire la sua. Ad ogni modo, il Penzo dovrebbe vivere più giorni la settimana. È già spesso una meta di turisti: un museo del Venezia manca». —

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