Giardiniere cade e batte la testa potando una pianta

L’uomo, 35 anni di San Stino, è ricoverato al Ca’ Foncello dopo l’incidente mentre stava lavorando per conto di una ditta di Motta di Livenza

Rosario Padovano
L’elisoccorso atterrato sul luogo dell’infortunio
L’elisoccorso atterrato sul luogo dell’infortunio

Cade da oltre 2 metri di schiena, sbatte la testa e subisce un politrauma. È ricoverato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, ma fortunatamente è fuori pericolo. Ha rischiato la vita C.C., 35 anni, giardiniere residente a San Stino, che lavora per una ditta di Motta di Livenza, dove sabato è successo l’infortunio. Precisamente nella sede delle Officine Colmagro, vicino all’ipermercato Visotto, quasi a ridosso del centro storico di Motta, zona stazione.

I titolari delle Officine, approfittando del turno di chiusura per i clienti, avevano chiamato i giardinieri per tagliare un po’ di vegetazione dai rami. Una potatura necessaria poiché le chiome degli alberi stavano diventando un po’ ingombranti. La giornata era ideale per questo tipo di lavorazione, caratterizzata appunto da clima sereno e caldo non anomalo.

Il giardiniere, un uomo esperto del settore, si è trovato in difficoltà quando il ramo si è leggermente inclinato. Il lavoratore è stato proiettato nell’adiacente tetto della sede dell’officina restando in bilico per qualche secondo. La grondaia non ha retto il peso e lui è caduto da un’altezza di circa due metri. Nella caduta ha sbattuto violentemente la testa sul terreno.

Il giardiniere di San Stino è stato prontamente soccorso dal Suem 118 che vista la gravità della situazione ha preferito far intervenire l’elisoccorso partito dall’eli piazzola del Ca’ Foncello di Treviso. Il giardiniere era semicosciente, poi ha ripreso piena conoscenza, lamentando chiaramente dolori alle cervicali e alla schiena. Si teme per lui un lungo stop lavorativo: dovrà restare allettato per settimane. È stato elitrasportato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi di legge e non si esclude un prossimo intervento dello Spisal.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia