Morto il professor «Lino» Palmeri
Insegnò allo Stefanini, poi la politica: domani l'addio

Si celebreranno domani alle 11, al Duomo di Mestre, i funerali del professor Pasquale «Lino» Palmeri, morto giovedì all'età di 84 anni. «Un uomo della scuola pubblica e della città». Lo ricorda così l'assessore alle Politiche giovanili Gianfranco Bettin. «Un uomo mite e colto, appassionato - prosegue Bettin - Un insegnante che ha amato e valorizzato la scuola pubblica, cercandone costantemente il rinnovamento e costruendo con generazioni di studenti un rapporto vivo, magistrale e affettuoso insieme». Palmeri, nato a Napoli, ma diplomatosi al liceo Marco Polo di Venezia e laureatosi con il massimo dei voti a Padova, viveva a Mestre dal 1966. Ha insegnato Filosofia e Pedagogia. Come docente ha rivestito un ruolo di primo piano nell'avvio (e successivo coordinamento) del processo di sperimentazione all'istituto Stefanini. Ha partecipato a convegni e pubblicato articoli sui problemi della scuola, ha coordinato il processo di sperimentazione allo Stefanini all'insegna della collaborazione tra docenti e studenti, aprendosi però anche alle loro famiglie e all'intero corpo sociale. Oltre all'insegnamento, suo principale ambito d'interesse, però, il professor Palmeri ha dato un significativo contributo civico in diversi altri settori. Nel ruolo di giudice onorario del Tribunale dei minori si è occupato di problematiche minorili. Negli anni Novanta si era avvicinato al movimento politico «La Rete», fondato da Leoluca Orlando. Era, a suo avviso, il movimento che più puntava sulla difesa dei valori ai quali il professor Palmeri più teneva: la Costituzione repubblicana, la legalità, la moralità pubblica, la pace, la democrazia. Lascia i figli Claudio e Gisella, la nuora, il genero, le nipoti e tante persone che lo ricorderanno con affetto. (m.sca.)
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