Mestre, Forza Nuova organizza una protesta per l’acquisto dell’ex segheria da parte dei bengalesi

Favaro e Leardini spiegano così la scelta presa dopo l’acquisto dell’ex segheria di via Giustizia: «Non è un “centro di culto”, è l’ennesima moschea mascherata. Siamo pronti a fare delle vere barricate»

Marta Artico
Forza Nuova ha annunciato proteste e mobilitazioni
Forza Nuova ha annunciato proteste e mobilitazioni

Acquisto dell’ex segheria Rosso di via Giustizia da parte della comunità bengalese, Forza Nuova prepara una protesta e invita la cittadinanza a una mobilitazione, che il gruppo sta mettendo in campo per dopo Ferragosto.

Il centro di culto che ancora non esiste, riaccende la polemica. Rudi Favaro coordinatore provinciale di Forza Nuova Venezia e Luca Leardini, segretario veneto, tornano a farsi sentire, dopo le tensioni scoppiate in primavera. «Non è un “centro di culto”, è l’ennesima moschea mascherata.

Siamo pronti a fare delle vere barricate». In una nota, hanno annunciato manifestazioni e proteste: «La firma dell’atto di compravendita dell’ex segheria Rosso di via Giustizia a Mestre da parte della comunità bengalese conferma quanto Forza Nuova denuncia da mesi: dietro la formula rassicurante di “luogo di culto” o “centro culturale” si nasconde il progetto di una grande moschea capace di contenere migliaia di persone» attaccano.

«Non si tratta di un semplice spazio per la preghiera. Si tratta di un’operazione che, se realizzata, cambierebbe per sempre il volto di Mestre e di intere porzioni del Veneto, trasformando un’area già fragile in un polo di attrazione e di potenziale radicalizzazione».

E ancora: «La pericolosità di questa iniziativa non va sottovalutata. Questa è l’eredità degli inciuci fatti con Fratelli d’Italia. Prince Howlader, portavoce della comunità e protagonista dell’acquisto, è tesserato con FdI e, proprio in cambio dei voti di una comunità molto numerosa nella zona, oltre ad essere stato inserito nel direttivo, era stato proposto per le liste delle ultime elezioni amministrative. Solo grazie a Forza Nuova, che ha smascherato l’operazione, quella candidatura è saltata. Ora il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’ex segheria diventa ufficialmente proprietà di chi punta a realizzare la moschea».

I bengalesi acquistano l’ex segheria di via Giustizia a Mestre
Ramadan in via della Giustizia a Mestre

Il gruppo torna a gettare benzina sul fuoco. Sottolinea Favaro: «Hanno firmato davanti al notaio. Adesso la maschera è caduta. Loro la chiamano “centro di culto”, noi la chiamiamo con il suo vero nome: un’altra moschea mascherata, solo che questa volta potenzialmente in grado di ospitare migliaia di persone.

Non permetteremo che Mestre e il Veneto vengano stravolti da questa operazione. Come già in passato, siamo pronti a fare delle vere barricate. E ricordiamo a tutti che dietro c’è l’inciucio con chi, per qualche voto, era disposto a mettere Howlader in lista»

Chiude Leardini: «Questa non è una questione di libertà religiosa. È una questione di sovranità, di identità e di sicurezza del nostro territorio. Chi pensa che i cittadini mestrini e veneti staranno a guardare mentre si costruisce un polo islamico di queste dimensioni si sbaglia di grosso. Saremo in via Giustizia, saremo in piazza, saremo ovunque sia necessario per impedire che questo progetto si realizzi. Barricate vere, non dichiarazioni di circostanza. E a chi ha tentato di scambiare candidature per voti della comunità, diciamo chiaro: vi abbiamo smascherato e continueremo a farlo».

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