Sicurezza, prefettura in allerta per le prossime mobilitazioni studentesche

Non ci sono manifestazioni pubblicamente annunciate a Venezia o Mestre per sabato 24 e domenica 25 ottobre, ma resta alta l’attenzione sulle convocazioni estemporanee che possono nascere nel giro di poche ore attraverso chat e social. Un fenomeno diventato centrale dopo le proteste e i disordini registrati nelle ultime settimane in diverse città italiane

Edoardo Fioretto
La prospettiva è quella di una mobilitazione più larga, capace di mettere insieme studenti, lavoratori e associazioni
La prospettiva è quella di una mobilitazione più larga, capace di mettere insieme studenti, lavoratori e associazioni

Nessuna piazza risulta al momento convocata nel Veneziano per questo fine settimana. Ma la Prefettura alza comunque il livello di attenzione in vista delle prossime mobilitazioni, soprattutto quelle studentesche e quelle organizzate attraverso i social. Il vero banco di prova sarà il 30 ottobre, quando lo sciopero generale porterà nuovamente in strada a Mestre studenti, sindacati e realtà associative del territorio.

Il quadro è stato affrontato giovedì 22 ottobre dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito dal prefetto Darco Pellos con i vertici delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la vicesindaca Francesca Zaccariotto, la Città metropolitana e l’Ufficio scolastico territoriale.

L’obiettivo, per ora, è soprattutto prevenire. Non ci sono infatti manifestazioni pubblicamente annunciate a Venezia o Mestre per sabato 24 e domenica 25 ottobre, ma resta alta l’attenzione sulle convocazioni estemporanee che possono nascere nel giro di poche ore attraverso chat e social. Un fenomeno diventato centrale dopo le proteste e i disordini registrati nelle ultime settimane in diverse città italiane.

Il dispositivo concordato prevede pattuglie mobili nei luoghi di aggregazione, monitoraggio delle iniziative annunciate online e uno scambio più rapido di informazioni tra le sale operative delle forze dell’ordine. La Prefettura punta inoltre sul dialogo con scuole e famiglie, con l’obiettivo di distinguere le normali forme di protesta da eventuali tentativi di infiltrazione di soggetti esterni interessati a trasformare i cortei in occasioni di scontro o danneggiamento.

L’attenzione si sposta soprattutto su venerdì 30 ottobre. Quel giorno è stato proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore dall’Usb, esteso ai settori pubblici e privati e destinato a coinvolgere anche il trasporto locale veneziano. A Mestre gli studenti hanno già annunciato un concentramento alle 9 in piazzale Cialdini, dopo il corteo del 16 ottobre che aveva portato alcune centinaia di ragazzi fino all’Ufficio scolastico regionale di via Forte Marghera.

La prospettiva è quella di una mobilitazione più larga, capace di mettere insieme studenti, lavoratori e associazioni sui temi della scuola, del carovita, dei salari e delle spese militari. È su quella giornata che si concentrerà quindi la parte più consistente della macchina preventiva.

Per questo fine settimana, invece, nessun corteo risulta finora in calendario nel Veneziano. Le forze dell’ordine continueranno comunque a seguire chat, social e luoghi di aggregazione: il timore non è tanto una manifestazione già annunciata, quanto una piazza che possa nascere all’ultimo momento.

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