L'ultimo saluto in un video: scusatemi

Così il ventenne suicida ha spiegato la delusione per la bocciatura
La chiesa di Olmo. In alto il cartello di Martellago e un’ambulanza
La chiesa di Olmo. In alto il cartello di Martellago e un’ambulanza
MARTELLAGO.
Mamma e papà, scusatemi. L'ultimo messaggio lo ha registrato in un video - salvato in una pennetta Usb per il computer e in una cassetta vhs - destinato ai genitori. S.G., vent'anni, non è riuscito a superare la delusione per essere stato bocciato all'esame di maturità, all'istituto tecnico Pacinotti di Mestre. Per questo, lunedì si è tolto la vita.
Lui aveva dimostrato di essersi impegnato e dopo la bocciatura i genitori non gli avevano certo addossato colpe. Capita a tutti che le cose possano andare male. Genitori, familiari e amici gli erano stati vicini, lo avevano incoraggiato.  E lui sembrava aver passato il brutto momento. Si era anche trovato un lavoretto stagionale come assemblatore di materie plastiche a Scorzè. Lo studente, però, non ce l'ha più fatta a sopportare il peso, ai suoi occhi insostenibile, di una bocciatura, e si è tolto la vita.  «Era convinto - racconta il papà - di aver passato l'esame, ma sabato 9 luglio gli avevano detto che non ce l'aveva fatta. Abbiamo cercato di rincuorarlo. Due anni fa, in quarta, aveva dovuto ripetere l'anno e ci avevano consigliato di prendere con le pinze questa bocciatura. Era abbattuto ma ci aveva assicurato che a settembre sarebbe tornato a scuola per diplomarsi. Vogliamo parlare con il preside del Pacinotti, perché durante l'anno non ci sono stati segnali che non dovesse farcela ancora. Credo che sia un nostro diritto sapere cosa è successo».  Lunedì il tormento nascosto e la delusione di S. si sono trasformate nello sgomento dei genitori.  Lo avevano sentito l'ultima volta al telefono domenica sera. Lo avevano chiamata dalla montagna dove erano andati a trascorrere alcuni giorni con l'altro figlio, minorenne, per sapere se andasse tutto bene. Lui era apparso sereno. Il papà ricostruisce ancora incredulo: «Lunedì, alle 17.20, siamo rientrati a casa. Porte e finestre erano chiuse e pensavamo che fosse via. Quando siamo entrati, abbiamo sentito un odore di gas e lo abbiamo cercato: alla fine lo abbiamo trovato in salotto, disteso sul divano, già privo di vita. Abbiamo cercato di rianimarlo, ma è stato inutile».  Il ragazzo si era suicidato con un sacchetto di plastica in testa e con il gas della cucina. Secondo quanto rilevato da carabinieri di Scorzè e sanitari era morto da almeno 5 ore. Il ventenne ha lasciato un video di una decina di minuti, in cui racconta la sua delusione e chiede scusa ai genitori. Un video e una manciata di biglietti, in cui dà disposizioni per lasciare le sue cose più care a famigliari e amici. In uno dei biglietti anche la volontà di donare gli organi, desiderio che non è stato possibile esaudire. L'ultimo gesto di amore di un ragazzo che, ripetono tutti, non aveva dato alcun segnale di malessere.  Chitarrista nella corale della parrocchia, animatore dei Gruppi estivi (Grest) e dell'Azione cattolica ragazzi (Acr), uno dei ragazzi più attivi in ambito parrocchiale, dove ha lasciato un grande vuoto. Appassionato di cinema, i film erano la sua vita.  «A breve - dice il papà - sarebbe dovuto partire per i campi scuola». Proprio lunedì sera aveva una riunione preparatoria, con gli altri animatori. Solo lì, molti di loro, hanno saputo che S. non c'era più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia