«Logistica verde e portualità il futuro di Porto Marghera»

«Parte produttiva, futuro green, nuovi investimenti. Un’area di innovazione tecnologica e una zona che sia attiva, vivace dai punti di vista portuale e commerciale». È questa la prospettiva di Porto Marghera, nella sua prossima (possibile) configurazione di Zona Logistica Speciale rafforzata, nelle previsioni - e nelle speranze - di Andrea Martella. Un quadro dipinto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel dibattito a tema ZLS e ZES, promosso dai circoli Pd insieme e Pd Marghera. «ZLS significa investimenti - ha proseguito Martella - garantiti dai benefici fiscali per le imprese grazie a un sistema di contributi previdenziali». Una speranza che trova concorde il presidente della municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin. «La ZLS è uno strumento per attrarre investimenti». Con un tema centrale: l’ecologia, perché è questo il nodo fondamentale da cui passa il futuro. «Dobbiamo proseguire la strada già intrapresa di riconversione di produzioni pesanti in produzioni innovative. Come il passaggio dalla raffineria alla bioraffineria: una chimica verde. Continueremo con la bonifica dei terreni, aprendoci ad attività con un impatto ambientale sempre più ridotto. È fondamentale, perché sono più pulite, ma anche perché sono più competitive». Per questo servono i soldi. «Ma non abbiamo ancora sbloccato tutte le risorse per concludere le bonifiche» spiega Martella. Il tutto si inserisce all’interno di un quadro che parla di commercio, di grandi navi, di grandi opere. «È arrivato il momento di affrontare nodi irrisolti: definire una nuova legge speciale per Venezia, pensare a una nuova governance con competenze diversificate e specifiche, concludere il Mose non considerandolo più opera unica. Ed è possibile parlare di una nuova fase di sviluppo di Porto Marghera» la previsione ottimistica di Martella. Che guarda al futuro, senza negare il passato: «Porto Marghera deve continuare ad avere una forte vocazione logistica e portuale. Anche quando entrerà in funzione il Mose, è fondamentale che la portualità regga». Ora l’attenzione è tutta sulla Legge di bilancio, alla cui approvazione è subordinata l’esecuzione del progetto, del quale Martella rivendica con orgoglio la paternità.
«Noi ci siamo riusciti. Il precedente governo salviniano, con regione leghista e sindaco fucsia non ci è riuscito». Per questo è stato necessaria la conversione della ZES in ZLS: la sola attuabile al nord. «Ma la ZLS è meglio, perché è più potenziata. I benefici fiscali sono i medesimi, però si può fare a Venezia, che potrebbe diventare modello per altre zone: Piombino, Novi Ligure. Siamo riusciti a ricavare una soluzione senza incorrere in infrazioni europee, prevedendo i medesimi benefici della ZES quanto a contributi previdenziali e assistenziali. Ne abbiamo parlato con gli industriali e abbiamo individuato una soluzione in grado di mettere d’accordo tutti. Dal primo gennaio 2020 spero che potremo finalmente parlare di investimenti reali». —
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