L’indagine per corruzione coinvolge anche Russo

Il pm Paola Tonini ha sentito il funzionario dell’Edilizia privata Sandro Gavazzi L’imprenditore del Lido gli avrebbe facilitato la concessione di un mutuo
Di Giorgio Cecchetti
Vitucci Interpress/Tagliapietra Venezia 09.11.201.- ( servizio esclusivo) Controlli e sequestri documentazioni della Guardia di Finanza negli uffici dell'Edilizia Privato del Comune di Venezia in campo Manin
Vitucci Interpress/Tagliapietra Venezia 09.11.201.- ( servizio esclusivo) Controlli e sequestri documentazioni della Guardia di Finanza negli uffici dell'Edilizia Privato del Comune di Venezia in campo Manin

VENEZIA. C’è anche l’imprenditore Teodoro Russo indagato per corruzione, oltre al tecnico dell’Edilizia privata del Comune Sandro Gavazzi, che lunedì è stato interrogato dal pubblico ministero Paola Tonini alla presenza del suo difensore, l’avvocato Fabio Niero, negli uffici della Procura a piazzale Roma. Ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere Al centro dell’inchiesta giudiziaria della Guardia di finanza di Venezia il Programma integrato per il recupero urbanistico (piruea), edilizio e ambientale dell’area in via Pividor, a due passi dal centro di Malamocco. Russo è un imprenditore edile ma è anche proprietario di due grandi alberghi di lusso al Lido, il «Russo» di San Nicolò e l'«Ausonia-Hungaria» in Gran Viale, e proprio dopo l'acquisizione di quest'ultimo – tre anni fa- era finito sotto la lente d'ingrandimento delle «fiamme gialle» per evasione fiscale.

Gavazzi, invece, era stato solo sfiorato dalle indagini avviate dallo stesso pubblico ministero sul geometra Antonio Bertoncello e il giro di bustarelle che aveva organizzato all'interno degli uffici dell'Edilizia privata; questa volta, invece, è finito sul registro degli indagati. Stando alle accuse, il tecnico comunale avrebbe in più occasioni favorito Russo in cambio del suo diretto interessamento per fargli ottenere il mutuo presso l'agenzia di una banca del Lido. Mutuo che avrebbe utilizzato per acquistare una casa nel 2006. Russo con la sua impresa «Murazzi «Ecostruttura», di cui era vicepresidente Maria Carla Schiavina , imprenditrice bolognese titolare di un’altra nota impresa edile che per Russo ha lavorato in più di un’occasione, stava svolgendo l’intervento per il Piruea di via Pividor. In cambio di quell’interessamento - una specie di garanzia - per il mutuo, sempre secondo le indagini dei finanzieri lagunari, avrebbe ritardato le autorizzazioni per i lavori (solitamente gli imprenditori che pagano chiedono l’esatto contrario, accelerare le procedure) di oltre un anno: I ritardi nei lavori gli avrebbero permesso di eliminare un socio che gli andava stretto, un altro imprenditore lidense, Franco Pietracci, che ha anche presentato un esposto sulla vicenda.Ma non ci sarebbero solo i ritardi pilotati al centro degli accertamenti: gli inquirenti, infatti, vogliono capire per quale motivo i ritardi maggiori avrebbero riguardato proprio i 18 alloggi che Russo avrebbe dovuto consegnare al Comune ad un prezzo facilitato. Nessuno a Ca’Farsetti, all’epoca era la giunta guidata da Massimo Cacciari a governare, si sarebbe mosso per capire ciò che stava accadendo e soprattutto appurare perché.

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