Al Lido trecento in piazza contro la pista ciclabile «sbagliata»

Parcheggi spostati, viabilità in tilt, cantiere contestato e tecnici insultati. Non si placa la rabbia dei lidensi contro il tracciato della pista «Ven.To»

Isabel Barbiero
Al Lido la protesta contro la pista ciclabile
Al Lido la protesta contro la pista ciclabile

La Ciclovia “VenTo” da Torino a Venezia rischia di incagliarsi proprio al capolinea: al Lido di Venezia. È qui che è montata la polemica e anche l’ultimo dei convinti sostenitori dell’opera ha alzato bandiera rossa: «I lavori vanno fermati»; «Chi l’ha progettata non ha mai messo piede al Lido».

In centinaia - almeno trecento, secondo gli organizzatori - si sono radunati ieri mattina a Sant’Antonio, davanti ai parcheggi spostati «senza criterio» per fare spazio al tracciato ciclabile, con la carreggiata di via Sandro Gallo ridotta all’osso davanti a decine di attività, edicole, bar, farmacie, patronati e vetrine. Ora la soluzione è deviare il percorso lungo la laguna, dalla rotonda delle Case Incis fino a Riva Benedetto Marcello e Corinto.

«Spero che la mossa del sindaco non sia solo una operazione d’immagine» replica il consigliere Pd Alessandro Strozzi, «la realtà è che i lavori non possono andare per le lunghe per una questione di fondi.

La pista deve essere collaudata entro giugno 2026. O il nuovo progetto, con le modifiche, parte subito e si realizzano i lavori, oppure si rischia di perdere 3 milioni di finanziamenti».

Ma ci sono tanti altri punti su cui riflettere, oltre a Città Giardino: «Bene il tratto lungo laguna, lo proponevamo fin dall’inizio valorizzandolo» prosegue Strozzi, «ma il nodo resta nel tratto Malamocco–Alberoni.

Qui i lavori sono già partiti, la carreggiata è già stata allargata: è davvero sicuro intervenire su un asse che era stretto in principio? L’allargamento è avvenuto su entrambi i lati, con tutte le incognite del caso, a partire dalla tutela delle radici degli alberi su un’area notoriamente esposta al vento».

E poi c’è il punto critico dei ponti: «Lì la strada non si allarga e le biciclette finiscono di nuovo nel traffico. Un rientro forzato che rischia di creare problemi» conclude Strozzi.

La polemica ha toccato il culmine: pochi giorni fa i tecnici di Veneto Strade sono stati insultati e sommersi di critiche al Lido («Con il metro in mano, ma non potevate fare le rilevazioni prima?»).

Il prossimo appuntamento è l’assemblea fissata per il prossimo 10 febbraio alle 17.30 nel patronato Santa Maria Elisabetta.

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