Al Lido trecento in piazza contro la pista ciclabile «sbagliata»
Parcheggi spostati, viabilità in tilt, cantiere contestato e tecnici insultati. Non si placa la rabbia dei lidensi contro il tracciato della pista «Ven.To»

La Ciclovia “VenTo” da Torino a Venezia rischia di incagliarsi proprio al capolinea: al Lido di Venezia. È qui che è montata la polemica e anche l’ultimo dei convinti sostenitori dell’opera ha alzato bandiera rossa: «I lavori vanno fermati»; «Chi l’ha progettata non ha mai messo piede al Lido».
In centinaia - almeno trecento, secondo gli organizzatori - si sono radunati ieri mattina a Sant’Antonio, davanti ai parcheggi spostati «senza criterio» per fare spazio al tracciato ciclabile, con la carreggiata di via Sandro Gallo ridotta all’osso davanti a decine di attività, edicole, bar, farmacie, patronati e vetrine. Ora la soluzione è deviare il percorso lungo la laguna, dalla rotonda delle Case Incis fino a Riva Benedetto Marcello e Corinto.
«Spero che la mossa del sindaco non sia solo una operazione d’immagine» replica il consigliere Pd Alessandro Strozzi, «la realtà è che i lavori non possono andare per le lunghe per una questione di fondi.
La pista deve essere collaudata entro giugno 2026. O il nuovo progetto, con le modifiche, parte subito e si realizzano i lavori, oppure si rischia di perdere 3 milioni di finanziamenti».
Ma ci sono tanti altri punti su cui riflettere, oltre a Città Giardino: «Bene il tratto lungo laguna, lo proponevamo fin dall’inizio valorizzandolo» prosegue Strozzi, «ma il nodo resta nel tratto Malamocco–Alberoni.
Qui i lavori sono già partiti, la carreggiata è già stata allargata: è davvero sicuro intervenire su un asse che era stretto in principio? L’allargamento è avvenuto su entrambi i lati, con tutte le incognite del caso, a partire dalla tutela delle radici degli alberi su un’area notoriamente esposta al vento».
E poi c’è il punto critico dei ponti: «Lì la strada non si allarga e le biciclette finiscono di nuovo nel traffico. Un rientro forzato che rischia di creare problemi» conclude Strozzi.
La polemica ha toccato il culmine: pochi giorni fa i tecnici di Veneto Strade sono stati insultati e sommersi di critiche al Lido («Con il metro in mano, ma non potevate fare le rilevazioni prima?»).
Il prossimo appuntamento è l’assemblea fissata per il prossimo 10 febbraio alle 17.30 nel patronato Santa Maria Elisabetta.
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