Lido di Venezia, la Municipalità vota lo stop ai lavori della pista ciclabile
Approvato il testo presentato dalla minoranza grazie al voto di due consiglieri di maggioranza. Il tracciato che attraversa l’isola è stato contestato dopo le modifiche alla segnaletica a Città Giardino. Comitati e associazioni cittadine chiedono al Comune maggior trasparenza

La Municipalità del Lido vota a maggioranza per lo stop ai lavori della nuova ciclovia Ven.To. Un colpo di scena arrivato alle 20.30 di mercoledì al termine di un consiglio straordinario, convocato dopo le proteste per le modifiche alla segnaletica a Città Giardino e il successivo dietrofront di Veneto Strade e Comune che ha portato alla decisione di deviare quel tratto di ciclabile verso il lungo laguna. Lo stop ai lavori è stato proposto da un ordine del giorno a firma dei consiglieri di opposizione, che hanno appoggiato il documento proposto da Alessandro Ruben Strozzi (Pd), votato anche da due consiglieri di maggioranza del gruppo fucsia (Emanuele Puddu e Otello Scarpa). Il testo ha ricevuto nove voti a favore. Astenuto invece il presidente della Municipalità, Emilio Guberti. I lavori sono destinati in ogni caso a continuare, come dimostrano le ruspe comparse in questi giorni in lungomare Marconi. Ma è un fatto che il voto espresso dall’organo più vicino alla cittadinanza interessata dall’intervento di Veneto Strade (3 milioni di fondi Pnrr più 600 mila euro stanziati dal Comune per le modifiche) abbia un importante valore politico.
Durante la discussione, l’architetto Alberto Chinellato ha presentato le modifiche al progetto iniziale mentre oltre ai consiglieri hanno preso parola anche i rappresentanti dei comitati cittadini che in queste settimane hanno espresso forti critiche al progetto. Il Comitato Ambientalista Altro Lido, ad esempio, ha chiesto per l’ennesima volta al Comune di redigere un piano del traffico aggiornato in un’isola in cui, da anni, il peso del traffico è in aumento e il numero degli incidenti si è moltiplicato.
Il Comitato Revisione Viabilità, con la presidente Susanna Polloni, ha invece inviato una diffida nei confronti del Comune di Venezia perché i termini per la convocazione della Commissione sulla petizione cittadina lanciata dal Comitato sono superati da ormai ben otto mesi. La diffida è stata presentata dall'avvocato Enrico Tonolo.
"Tale decisione era stata presa durante la partecipata assemblea pubblica tenutasi in Patronato il 10 febbraio e convocata dallo stesso Comitato”, spiega Polloni, “la petizione, depositata nel maggio scorso e firmata da 519 cittadini, chiedeva la sospensione dei lavori per iniziare un processo di ascolto dei residenti. Si diffida, quindi, "a convocare senza dilazione alcuna e, comunque, entro il termine di giorni 15 il Consiglio Comunale o la commissione competente per dar seguito alla petizione proposta. Ci si riserva, in ipotesi di Vostra reiterata omissione, di presentare segnalazione al Prefetto chiedendo al medesimo di intervenire esercitando il proprio potere sostitutivo", recita il testo. L'assenza di risposta della Giunta comunale in ben nove mesi appare come un vero e proprio attacco alla partecipazione democratica, o quanto meno una lesione del diritto dei cittadini di interloquire con le istituzioni”.
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