Si tuffano dal pontile e rischiano di annegare: ragazzi salvati da due bagnini
I due guardiaspiaggia hanno dovuto richiamare ripetutamente la compagnia di giovani trevigiani che, ignorando le norme di sicurezza e i divieti, si tuffavano pericolosamente dal pontile. Poi si sono spinti troppo al largo

Prima sono stati salvati impedendo che si tuffassero dai pontili, poi mentre rischiavano di affogare nel mare mosso al largo. Un gruppo di giovani residenti nel Trevigiano, stavano per essere coinvolti nell'ennesimo dramma di Ferragosto sul litorale di Jesolo.
È stato un salvataggio record alla torretta 15, tra piazza Trieste e piazza Brescia. Due bagnini di Jesolo Turismo hanno evitato che si consumasse la tragedia: prima i tuffi vietati dal pontile, poi le grida di soccorso a largo per un gruppo di giovani in balia delle onde.
Una mattinata di Ferragosto ad altissima tensione quella vissuta sul litorale di Jesolo Lido, dove solo la prontezza di riflessi e la straordinaria preparazione del personale di salvataggio hanno evitato che una giornata di festa si trasformasse nell’ennesimo dramma.
Gli episodi hanno visto in prima linea gli assistenti bagnanti della Jesolo Turismo, Paolo Manzato e Alberto Miori, artefici di un intervento provvidenziale e tempestivo.
I primi segnali di allerta sono scattati all’inizio del turno di servizio. I due guardiaspiaggia hanno dovuto richiamare ripetutamente la compagnia di giovani che, ignorando le norme di sicurezza e i divieti, si tuffavano pericolosamente dal pontile, con il rischio di riportare un trauma cervicale che recentemente ha spezzato la vita di un 17enne connazionale residente a Trento. Sembrava che i loro ripetuti moniti avessero riportato la calma sull’arenile, gremito di turisti, ma intorno alle 10. 30 la situazione è improvvisamente precipitata.
Avevano nuotato troppo a largo, sopraffatti dalla fatica e dalle correnti forti: gli stessi ragazzi, una compagnia di quattro o cinque amici, si sono trovati in gravissima difficoltà. In pochi istanti è scoppiato il panico. Non riuscendo più a toccare il fondale con i piedi e a rientrare a riva con le proprie forze, hanno iniziato ad annaspare, aggrappandosi disperatamente l’uno all’altro e rischiando di trascinarsi a fondo a vicenda nel classico “effetto zavorra”.
Le urla disperate hanno immediatamente attirato l’attenzione della torretta 15. Manzato e Miori hanno fatto scattare all’istante il protocollo di emergenza, lanciandosi in mare con la moto d’acqua di salvataggio. Fendendo le onde a tutta velocità, i due soccorritori hanno raggiunto il gruppo in pochissimi secondi.
Con manovre precise e coordinate, hanno recuperato i giovani in difficoltà, issandoli sulla barella galleggiante per poi fare rapidamente rotta verso la battigia. Una volta a riva, tra gli sguardi sollevati dei numerosi bagnanti, hanno prestato le prime cure necessarie per agevolare l’espulsione dell’acqua ingerita durante i momenti di panico.
Grazie alla rapidità dell’operazione e la coordinata gestione dell’emergenza dei guardiaspiagge, i giovani si sono ripresi completamente, senza necessità di ricovero ospedaliero ed evitando conseguenze che avrebbero potuto essere fatali.
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