Jesolo, vigili presi a colpi di ombrellone. Ora chiedono cani antisommossa

Parapiglia in spiaggia dopo un sequestro di merce ai venditori abusivi di chincaglieria: «Aggrediti con degli ombrelloni. Ora basta»

JESOLO. I vigili urbani di Jesolo vogliono i cani antisommossa per controllare i venditori abusivi di chincaglieria lungo le spiagge della cittadina balneare. Anche nella giornata di ieri, domenica, seguendo le direttive dell’assessore alla Sicurezza Luigi Rizzo, la polizia locale jesolana ha provveduto a contrastare il fenomeno del commercio abusivo sia sull’arenile che a monte, attraverso servizi mirati a bloccare gli abusivi all’uscita dagli accessi al mare.

Ma durante un controllo dei vigili sull’arenile antistante via Altinate – zona piazza Torino - , mentre gli agenti si apprestavano a sequestrare gli oggetti esposti per la vendita lungo la passeggiata dell’arenile dopo che gli abusivi si erano dati alla fuga, è nato l’incidente. Mentre i vigili stavano raccogliendo gli oggettini gli abusivi sono tornati, accompagnati da alcuni amici tra cui alcune donne, con degli ombrelloni.

Ne è nato un parapiglia durante il quale, secondo la polizia locale, alcuni agenti sarebbero stati colpiti in maniera per fortuna molto lieve (la prognosi è di soli 3 giorni) e costringendo la squadra di vigili a ritirarsi. Sul posto sono subito intervenute altre due pattuglie della polizia locale che hanno fotografato il gruppo di abusivi che nel frattempo si stava allontanando dalla zona lungo la battigia: alcuni di loro sono già stati riconosciuti.

Nello stesso pomeriggio gli agenti hanno fermato altri due abusivi in via Ada Negri, alle spalle di piazza Drago, mentre uscivano dalla spiaggia.

A seguito di queste aggressioni il comandante, Claudio Vanin, ha chiesto al sindaco ed all’assessore di dotare il corpo di polizia locale di unità cinofile, spiegando che le aggressioni diventano sempre più frequenti e i venditori sempre più aggressivi a causa dell’alto numero di sequestri operati dai vigili jesonali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia