Jesolo rinuncia alla sfilata dei carri di Carnevale per salvare Pasqua

La decisione del sindaco Zoggia per non compromettere

l’avvio della stagione a primavera: «Evitiamo gli assembramenti». Ma non mancano le critiche

G.ca.

JESOLO. Jesolo rinuncia a un altro Carnevale, niente carri allegorici al lido quest’anno. Ora è ufficiale e la città balneare non sarà protagonista neppure quest’anno della grande sfilata, già sospesa nelle due precedenti edizioni segnate dalla pandemia.

Gli organizzatori dei carri sono in subbuglio. Avevano proposto delle alternative, tra cui una serie di manifestazioni “statiche” nelle piazze, con l’esposizione dei carri allegorici disponibili e già preparati. Ma il sindaco e la giunta, con la decisione della maggioranza a sostegno, hanno deciso per il no tassativo.

«Ci avviciniamo alle porte della stagione estiva» ha spiegato il sindaco, Valerio Zoggia, «nel mese di aprile partiremo già con la festività della Pasqua. Non vogliamo arrivarci con la paura di nuovi contagi e una sfilata dei carri come quella di Jesolo avrebbe necessariamente comportato l’arrivo di migliaia di persone e assembramenti».

Anche la proposta degli organizzatori dei carri allegorici di usare le piazze come punto di riferimento per una esposizione delle opere non è stata presa in considerazione.

Domenica uno dei carri di Jesolo è stato ospite al carnevale di Giavera del Montello e presto sarà anche a Monfalcone. Jesolo vantava trenta gruppi e altrettanti carri allegorici, è tra i carnevali storici d’Italia con più di 50 anni alle spalle.

«Abbiamo ancora tanti carri pronti nei capannoni che potevano essere impiegati quest’anno per la sfilata», spiegano i vari gruppi e associazioni di Jesolo, «si poteva comunque ripartire come a Giavera, Monfalcone e San Stino di Livenza, tra fine mese e primi di aprile. Perdiamo un’occasione non da poco per la città. Non comprendiamo perché domenica sia stato dato il via libera a Jesolo in Love, con migliaia di persone in piazza Mazzini e al lido in genere, e prima ancora ai presepi di sabbia in piazza Trieste o di ghiaccio in piazza I Maggio con migliaia di presenze certificate dal Comune. Eppure in piazza Trieste molti residenti avevano criticato apertamente gli assembramenti».

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