Benna dell’escavatore colpisce un operaio: rischia la gamba. Secondo incidente sul lavoro in poche ore
All’alba di sabato 19 settembre l’allarme all’ecocentro Veritas a Fusina, la vittima è un operaio di 66 anni che è rimasto schiacciato dal mezzo operatore. I medici valuteranno l’amputazione dell’arto. Poche ore prima l’incidente sul lavoro in stazione a Marghera

Altro incidente sul lavoro a Fusina, nella notte di sabato 19 settembre a poche ore dall’episodio in stazione a Marghera. Intorno alle 4 del mattino, per cause ancora da accertare, un operaio 66enne dell’ecocentro Veritas a Fusina è stato colpito dalla benna dell’escavatore.
Si tratta di un lavoratore della società multiutility Eco+Eco, afferente al gruppo Veritas. L’uomo si trovava al lavoro nell’impianto di Fusina in cui vengono separati vetro, plastica e metalli. Era appena sceso dal ragno per andare in bagno, quando è stato investito dalla pala che gli ha schiacciato la gamba. Il Suem 118 l’ha trasportato al Pronto soccorso dell’Angelo. Il sessantaseienne, arrivato grave nel reparto mestrino, è stato portato in sala operatoria: rischia l’amputazione della gamba.
Solo qualche ora prima, intorno alle 23.30, in stazione a Marghera un altro operaio era rimasto ferito dopo essere stato sbalzato dal treno merci su cui stava lavorando. Anche in quel caso la corsa disperata in ospedale e, nella notte, il trasferimento a Padova dove i medici dovranno valutare se amputargli la mano rimasta incastrata sotto il treno.
Le reazioni dei sindacati
«La situazione è grave e va affrontata anche a costo di chiudere gli impianti». È il monito dei sindacati dopo il grave infortunio avvenuto nella notte all’impianto Eco+Eco di Fusina, dove un operatore è rimasto coinvolto in un incidente durante il lavoro e rischia di riportare lesioni permanenti.
Cgil Fp, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Fiadel esprimono innanzitutto solidarietà al lavoratore, alla sua famiglia e ai colleghi, ma contestualmente riaccendono i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’impianto. Secondo quanto denunciano, infatti, i problemi sarebbero stati segnalati più volte nei mesi scorsi sia a Veritas sia agli organismi competenti, senza che, a loro giudizio, siano state adottate soluzioni sufficienti.
«Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini da parte delle autorità per comprendere meglio la dinamica dell’incidente», spiegano i rappresentanti dei lavoratori, sottolineando però come l’infortunio arrivi «in un contesto nel quale da mesi segnaliamo problemi di sicurezza assai rilevanti».
Tra gli aspetti indicati dai sindacati c’è soprattutto la situazione della viabilità interna all’impianto. Le condizioni, secondo la denuncia, sarebbero peggiorate in maniera significativa a causa dell’aumento dei materiali presenti e degli spazi sempre più ristretti a disposizione dei mezzi per le operazioni di movimentazione. Un problema che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbe diventato ancora più evidente con l’emergenza legata alla gestione della plastica. La presenza di numerose balle stoccate all’interno dell’area avrebbe infatti compromesso la mobilità dei mezzi, rendendo più difficili le operazioni e aumentando i rischi per chi lavora nell’impianto. «I mezzi sono oggi costretti a lavorare in spazi troppo ristretti», sostengono i sindacati, che chiedono interventi immediati sulla viabilità interna e sulla gestione degli spazi.
Non è però soltanto la conformazione degli spazi a preoccupare i rappresentanti dei lavoratori. Nel mirino finiscono anche i turni e i carichi di lavoro. Secondo la denuncia, la quantità di materiale da gestire sarebbe diventata tale da non consentire tempi adeguati di riposo e, contemporaneamente, condizioni sufficienti per svolgere le operazioni con ritmi compatibili con la sicurezza.
Il rischio, secondo i sindacati, è che la pressione produttiva finisca per trasferire sul singolo lavoratore una responsabilità che dovrebbe invece essere affrontata attraverso un'organizzazione del lavoro adeguata e interventi strutturali. «Così si scarica la sicurezza dei lavoratori su ciascun operatore ed è assolutamente inaccettabile», affermano. Per questo le organizzazioni sindacali hanno convocato un’assemblea unitaria con i lavoratori, durante la quale saranno analizzati l’incidente della notte e gli altri episodi avvenuti negli ultimi mesi. L’obiettivo è fare il punto sulle condizioni di lavoro e decidere le eventuali iniziative da intraprendere.
Nel frattempo è previsto per lunedì 21 settembre un incontro con l’azienda. Ed è proprio a quell’appuntamento che i sindacati affidano la richiesta di risposte concrete. Sul tavolo ci sono alcune richieste precise: una riduzione immediata dei turni notturni, interventi per ripristinare condizioni di sicurezza nella viabilità interna e una revisione delle modalità di gestione e stoccaggio dei materiali. I rappresentanti dei lavoratori chiedono inoltre di porre fine alle deroghe nella gestione dei prodotti e di riportare la sicurezza degli operatori al centro dell’organizzazione dell’impianto.
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