Investito in bici a 17 anni senza casco, la madre: «Serve l’obbligo»

Il medico veneziano che assiste il figlio e l’impegno per la sicurezza di chi pedala: «Mio figlio stava andando ad allenamento ed era sulle strisce. Ora ha un danno cerebrale che si quantificherà nel tempo». La donna lancia una petizione

Giovanna Pastega
Petizione per chiedere il casco obbligatorio per chi va in bici
Petizione per chiedere il casco obbligatorio per chi va in bici

«Mi trovo seduta di fianco al mio diciassettenne riccioluto e rompiscatole, disteso su un letto in terapia semi-intensiva dopo un brutto incidente. È vivo, respira, risponde, acciaccato e mezzo rotto ma è qui, con un danno cerebrale che si quantificherà nel tempo ma lui c’è. Era in bicicletta, stava andando ad allenamento, era sulle strisce pedonali».

È il racconto quasi in presa diretta di una madre, una medico veneziana, che assiste in ospedale il figlio adolescente preso in pieno da un’auto una decina di giorni fa nel centro di un piccolo paese del bergamasco. Parole forti che questa mamma ha scritto di getto subito dopo l’incidente per lanciare una petizione su Change.org “Casco se casco” per tentare di rendere obbligatorio il casco per tutti coloro che vanno in bici. Il passo successivo aprire una petizione presso il proprio Comune e diffonderla in tutti gli ospedali per condividere il più possibile questa battaglia.

«Quando mi hanno avvisata» racconta «ho smesso di respirare. La situazione sembrava molto peggio di quanto poi per fortuna si è rivelata. Siamo stati miracolati. I danni sono molti, ma è vivo e questo solo che conta. Non sappiamo ancora la dinamica, ma un’auto l’ha falciato in pieno. È volato sul cofano, parabrezza, tetto, cadendo a 3 metri dall’auto. Purtroppo non indossava il caschetto, perché come tanti adolescenti metterselo è da “sfigati” e non c’è niente da fare come genitori, puoi insistere, comprargliene anche cento, ma poi quando sono fuori in strada se lo tolgono, spesso per non essere presi in giro dai compagni».

«Rendere obbligatorio per legge l’uso del casco» continua «cambierebbe le cose, salverebbe la vita a tantissime persone, giovani e anziane, che usano quotidianamente la bici. Inoltre, contribuirebbe a creare una cultura diffusa dell’importanza del casco per difendersi dai traumi alla testa. Non tutti sanno che nell’impatto oltre agli ematomi al cervello o alle fratture craniche, c’è anche il danno assonale diffuso, che è una delle lesioni cerebrali più gravi e frequenti a seguito di un forte trauma alla testa».

Un danno da contraccolpo, in cui il cervello va a sbattere sulle pareti della scatola cranica.

«Con le firme raccolte» spiega la madre del ragazzo «vorrei scrivere al Ministro dei Trasporti sperando che finalmente, dopo i monopattini e gli sci, anche per le bici scatti l’obbligo del casco».

L’Atlante italiano dei morti e dei feriti gravi in bicicletta stilato l’anno scorso segnala come dal 2014 al 2023 siano stati più di 160.000 gli incidenti che hanno coinvolto persone in bici con conseguenze per lo più tragiche.

Nel Nord Italia il numero più alto: in testa Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Nel 2025 i morti in bici sono aumentati del 20%. Ciò nonostante, il casco non è ancora obbligatorio. Lo è solo per i ciclisti professionisti, a differenza di molti paesi Ue dove il vincolo è già scattato da tempo per gli under 16. Allo stato in Parlamento l’ultima proposta di legge è quella sostenuta dal Presidente della Lega Ciclismo, che punta a rendere obbligatori il casco per tutti i minorenni e le luci accese per tutte le bici in circolazione, oltre a diffondere una cultura della sicurezza per chi va in bici.

 

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