In sette ettari piantumati ottomila alberi

Quello di Campalto è un bosco-parco, dal momento che l’area realizzata a est dell’abitato è un progetto pilota: sette ettari di superficie, ottomila alberi piantumati, aree a prato che si alternano a...

Quello di Campalto è un bosco-parco, dal momento che l’area realizzata a est dell’abitato è un progetto pilota: sette ettari di superficie, ottomila alberi piantumati, aree a prato che si alternano a un’area umida, spazi aperti, radure e corridoi verdi. Un polmone verde speciale, perché cullato da un ramo dell’Osellino. A suo tempo la Regione aveva stanziato per l’opera fondi che le erano stati erogati dalla Legge speciale e dall’Immobiliare veneziana, che aveva messo a disposizione il terreno. L’architetto e paesaggista specializzato in parchi urbani, Andreas Kipar, lo ha in più di un’occasione definito un’infrastruttura ambientale, una vera e propria riforestazione urbana. Ci sono frassini, carpini, querce, tutti alberi messi a dimora che stanno crescendo a vista d’occhio. Ieri mattina durante la cerimonia di passaggio dall’Ive all’Istituto bosco e grandi parchi, era presente proprio il progettista, che ha ricordato il lavoro fatto, ma anche il taglio del nastro con l'allora sindaco, Massimo Cacciari. «Il Bosco di Mestre», ha detto, «è la più grande infrastruttura verde d’Italia, quando è stato aperto le piante erano piccole, ora stanno crescendo. Spero che i cittadini si prendano cura di questo bosco».

Il prossimo passo - come ha confermato l’assessore Bettin - riguarda le aree che confinano con il parco di San Giuliano e che da quest’ultimo si allungano correndo lungo la gronda, verso Campalto. E c’è poi l’anello delle piste naturalistiche che dovrebbero mettere in collegamento piazza Ferretto, cuore di Mestre, con i forti attorno alla città, il parco di San Giuliano, la barena collegando con un percorso ciclabile il forte di Marghera con quello di Carpenedo e i forti Bazzera e Rossarol. (m.a.)

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