Costumi firmati da Nicolao per il ballo di Netflix a San Marco

Svelati i primi dettagli del Gran Ballo con 32 ballerini guidati da Laccio che sabato 31 gennaio in piazza omaggeranno la quarta serie di Bridgerton

Costanza Francesconi
Stefano Nicolao nel suo atelier
Stefano Nicolao nel suo atelier

Piazza San Marco come la sala da ballo di casa Bridgerton per l’apertura del Carnevale di Venezia. Parrucconi e tanto tantissimo bianco, una scatenata compagnia da ballo accompagnata da un’orchestra, figuranti burloni e decorazioni floreali. È (quasi) tutto pronto per il Gran Ballo di Carnevale, lo spettacolo a tema Bridgerton in programma dalle 17 di sabato 31 gennaio nel “salotto di casa”. Venezia è ancora una volta set cinematografico, in questo caso palcoscenico che assieme all’inizio del Carnevale celebra il lancio della nuova stagione della serie Netflix statunitense, la quarta per il successo targato Shondaland, da giovedì online con i primi quattro episodi.

Siamo nell’Inghilterra di inizio XIX secolo, ambientazione dello sceneggiato romance. Un’atmosfera che il maestro Stefano Nicolao e una ventina di sarti (compresi tre parrucchieri addetti a pettinare e acconciare le “teste” in voga a cavallo tra Sette e Ottocento) hanno interpretato e riprodotto in abiti. Creazioni su misura confezionate nel suo atelier in Fondamenta de la Misericordia. Sartoria che, già in passato, la produzione Netflix aveva contattato per vestire il prequel La Regina Carlotta: una storia di Bridgerton. «Una corsa contro il tempo, una grandissima soddisfazione», commenta l’artigiano alle prese con le ultime finiture. I costumi sono per i 32 ballerini guidati nella performance da Laccio, al secolo Emanuele Cristofoli, coreografo, ballerino e direttore artistico di Terracina, classe 1981.

Ma anche per i 13 giovani elementi dell’orchestra We Ensemble e i figuranti «tutti vestiti di nero», precisa Nicolao. Attesi strilloni che inviteranno a unirsi alla festa chi di passaggio nei dintorni, dame della regina, garzoni, guardie, il maestro di cerimonie.

«La corte è ancora legata alla fine del Settecento in cui predomina l’avorio, mentre la gioventù veste tinte pastello», svela Nicolao. Dagli oblò delle ex Generali, gli artisti sbirceranno la piazza già dalla mattina, preparandosi in un camerino d’eccezione. Dei fiori si è occupato Munaretto Flowers, altra realtà veneziana. Al calare del sole si aprono le danze.

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