Gps, chi non ce l’ha fuori dal Canal Grande

La proposta al sindaco di Maurizio Crovato, consigliere fucsia: «Non sarà obbligatorio ma chi non lo vuole sarà penalizzato»

Gps necessario per il controllo del traffico. Ma le categorie non lo vogliono, il sindaco nemmeno: «Viola la privacy». Arriva adesso una proposta dalle file della maggioranza fucsia. «Non sarà obbligatorio. Ma chi non lo vuole non potrà entrare in Canal Grande e nell’area della Ztl», dice il consigliere Maurizio Crovato. Un’idea che trova consenso anche dagli addetti al lavori. Sottoscritta anche da altri consiglieri veneziani, come Paolo Pellegrini. «La situazione è all’emergenza», dice Crovato, «bisogna dare un segnale. Da sempre diciamo che solo il Gps e le telecamere possono garantire una sorveglianza 24 ore su 24. È ora di intervenire, ne parleremo al sindaco». Brugnaro l’altro giorno a palazzo Ducale ha rilanciato l’idea di una «città lenta». Ricordando però che sua intenzione non è quella di “bloccare” ma di trovare una soluzione insieme alle categorie. Accesso a orari in determinate zone, circolazione limitata. Ma tutto per «piccoli passi».

Ma il momento delle scelte si avvicina, e tra breve se il ministro degli Interni Salvini manterrà la sua promessa, il sindaco potrebbe trovarsi nuovamente sul tavolo la nomina a commissario straordinario contro il moto ondoso. Insieme al prefetto e al Provveditore alle Opere pubbliche dovrà mettere a punto il nuovo piano di controlli e di circolazione in laguna e in Canal Grande.

Ma intanto la situazione in qualche caso degenera. Di notte si segnalano motoscafi a grande velocità. Di giorno si inseguono le carovane con i turisti a distanza ravvicinata. Servizio pubblico non di linea che diventa servizio turistico. «Perché devono passare in Canal Grande? Chiedono i comitati.

C’è la velocità, ma anche una concentrazione di mezzi che grazie all’aumento del turismo e delle licenze taxi intasa spesso i rii principali, il Canal Grande, il rio Novo, il rio di Cannaregio e il rio di Noale. Le postazioni fisse dei vigili sono deserte, le telecamere di Argos funzionano a singhiozzo. E tutti corrono. Ieri alle 10 sul pontile del Magistrato alle Acque sotto il ponte di Rialto - il luogo dove morì il turista tedesco sei anni fa per troppo traffico - sono stati avvistati addirittura due Gran Turismo con guida a bordo, fermi sul punto più caotico del Canal Grande. Dove continuano a passare tutti, ad eccezione dei residenti.

«Ci vuole il Gps», insistono i consiglieri Crovato e Pellegrini. «Ma non sarà un obbligo. Chi non lo accetta però avrà delle limitazioni». —

Alberto Vitucci

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia