«Gli storici masegni priorità assoluta». Il sindaco in Piazza ordina il ripristino

Sopralluogo a San Marco insieme ai tecnici del Comune. «Pronti a fare la nostra parte, ognuno faccia la sua parte»



«La sistemazione dei masegni di Piazza San Marco è una priorità assoluta. Siamo pronti a collaborare con le altre istituzioni. Ma bisogna far presto e recuperare il tempo perduto. Ognuno deve fare la sua parte».

Raccolta la denuncia lanciata dalla Nuova Venezia sullo stato della pavimentazione della Piazza, il sindaco Luigi Brugnaro ha compiuto ieri mattina un lungo sopralluogo nell’area marciana insieme ai tecnici del Comune. Ha verificato di persona lo stato di emergenza in cui versano le pietre di San Marco. Le antiche lastre in trachite che risalgono al Settecento, opera di Andrea Tirali. E la pietra d’Istria in pezzi. Danneggiata dall’incuria e dalla impalcature dalle acque alte che sono in continuo aumento, da interventi sbagliati.

«Ci sono molti masegni scheggiati in maniera importante», dice Brugnaro indicando le pietre danneggiate, «questo deriva anche dal fatto che le acque alte si sono portate via la sabbia e in qualche modo la pietra ha subito sollecitazioni strane, si è spezzata agli angoli per la spinta sottostante».

Occorre partire subito, rilancia il sindaco, con i progetti di manutenzione della piazza San Marco e della difesa dalle acque alte, fermi da troppo tempo.

«Noi siamo pronti, ma anche lo Stato deve fare la sua parte. Ci sono troppi commissari adesso, e questo a volte non aiuta. Noi pensiamo che un ruolo centrale sula manutenzione lo debba avere la città. Ma siamo pronti a collaborare, a condizione che si faccia presto e si smetta di parlare». Situazione precaria, che rischia di aggravarsi ancora. Negli ultimi tre mesi la Piazza è andata sott’acqua anche due volte al giorno. Le maree medio alte sono in continuo aumento, nemmeno il Mose basterà se non si dà il via al più presto alle opere di difesa locale.

La Piazza, la Piazzetta e il Molo. Ma anche i cantieri aperti sulla riva dei Giardinetti e in Riva Schiavoni. «I lavori vanno avanti, stiamo utilizzando i soldi ricevuti dal governo dopo l’Acqua Granda del 2019», dice Brugnaro, «per riparare ai danni di quella notte». Il muretto dei Giardini Reali crollato sotto la furia delle onde e del vento a cento chilometri l’ora. Sono in corso lavori di consolidamento delle fondamenta e la ricostruzione delle colonne e del muro.

Trenta milioni di risarcimenti già versati ai privati, altrettanti di lavori pubblici programmati e avviati. Ci sono anche i lavori al Museo Correr. Brugnaro tralascia le polemiche degli ultimi giorni. «I musei purtroppo sono chiusi, è vero, ma noi continuiamo a lavorare», dice. Insieme all’assessore Francesca Zaccariotto ha visitato il cantiere del Correr, dove presto partiranno gli interventi di restauro e di rifacimento degli impianti. «Lo scopo», continua, «è quello di ridisegnare percorsi e volumi interni, riconfigurare le prospettive visive originarie, dando continuità di vedute dalla Piazza al Bacino».

Dove oggi ci sono uffici amministrativi si aprirà la visuale verso sud. Collegando anche il Correr con i Giardinetti Reali, attraverso il nuovo ponte levatoio che ha ridato la sua bellezza al luogo, dice Brugnaro soddisfatto.

«Una cosa vorrei dire», conclude, entrando a San Marco per la messa in onore di San Sebastiano , patrono della Polizia locale, «che stiamo lavorando. Vogliamo dare un segnale di fiducia alle persone. Perché la crisi è in atto, e i prossimi mesi saranno durissimi. C’è bisogno di fiducia. E di sapere che le istituzioni lavorano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia