Giustinian, l’antico asilo che non si è mai fermato

VENEZIA

E’ l’asilo più antico del Veneto, tra i più antichi d’Itaia. E nemmeno il Coronavirus è riuscito a fermarlo. Lezioni da casa per i 70 bambini che ancora oggi sono ospiti della struttura scolastica del G.B. Giustinian. A dispetto della crisi e dello spopolamento della città storica, la scuola paritaria funziona benissimo, grazie alle insegnanti e ai volontari che se occupano. Tra questi il presidente Maurizio Molina, il segretario Nicola Funari, uomo di grande esperienza amministrativa che ha guidato molti anni fa anche l’Asl 12.

Fondato nel 1876 dalla contessa Elisabetta Giustinian Michiel, moglie di quel Giovan Battista Giustinian noto come fondatore dell’omonimo ospedale a Dorsoduro, l’asilo Giustinian era dedicato all’epoca alle 500 lavoratrici della vicina Manfattura Tabacchi. Chiamato per questo anche l’asilo delle Tabacchine. E da allora non ha mai interrotto la sua attività didattica. «In questi giorni come le altre scuole», racconta Funari, «l’attività didattica si fa via Internet. Impresa non facile, vista l’età media degli alunni». Ma grazie alla volontà delle insegnanti e alla collaborazione dei genitori, i bambini possono seguire programmi di studio, attività motoria, musica. Attraverso schede e video condivisi, i bambini di età dai sei mesi ai due anni possono ascoltare le storie delle loro insegnanti. «Ogni mattina ci colleghiamo in modo virtuale», raccontano le insegnanti Erika, Marta e Vanessa, «e riusciamo a mantenere un contatto con i nostri bambini. Avevamo cominciato raccontando semplicemente la nostra giornata in casa. Adesso riusciamo a fare molto di più». «I questo modo si mantiene unita una comunità», dicono Valentina, Giada, Giulia e Arianna , altre giovanissime insegnanti del Giustinian, «questo fa bene ai bambini. Ma fa bene anche a noi, che riceviamo ogni mattina i sorrisi dei nostri bambini che erano la nostra vita quotidiana e ci auguriamo di poter rivedere presto». Si creano in questo modo, dicono le insegnanti, delle «classi virtuali» il contatto viene mantenuto. I bambini si vedono e riconoscono i volti delle loro maestre. In attesa di poter tornare alla normalità» —

A.V.

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