Giulia, l’anima bella che visse in simbiosi con il suo cavallo

VENEZIA. Tutto il mondo di Giulia era condensato in Sàlvador. Aveva voluto chiamare così il cavallo regalatole dalla zia, con l’accento sulla prima “a” quasi a richiamare il fatto che quell’animale l’avesse salvata quando, attorno ai 20 anni, si era trovata ad affrontare un periodo molto buio della sua vita. Erano stati anni di amore per Sàlvador, di cure e di attenzioni.
Fino al 21 marzo scorso, quando Giulia aveva dovuto prendere la decisione più difficile: far abbattere il cavallo affetto dalla sindrome di Cushing. Quel giorno il mondo di Giulia si è come disintegrato. «Dalla morte del cavallo è stata una caduta in verticale», conferma mamma Lucia Bacceghin, maestra. Giulia Battistetti se ne è andata domenica nella sua casa in viale Garibaldi. Aveva 32 anni, fino a qualche mese fa aveva lavorato come commessa al negozio della “Bialetti”, poi aveva lasciato.
Animalista convinta, la difesa di ogni essere vivente era il suo stile di vita. «Aveva fatto propria la lotta alla sopraffazione dell’uomo sugli animali, che sempre definiva puri e innocenti», racconta la mamma. Da qualche anno era diventata vegana, scegliendo di non mangiare più carne e prodotti derivati dallo sfruttamento degli animali, né usare prodotti di origine animale. Era mutato anche il suo rapporto con Sàlvador, facendolo diventare se possibile ancora più intenso. Nei primi tempi, infatti, Giulia in sella al cavallo aveva partecipato a qualche gara. Poi aveva deciso di non montare più Sàlvador ma, racconta la mamma, «di tenerlo come amico, quasi un figlio». Giulia se ne prendeva cura quotidianamente, in particolare nell’ultimo periodo quando l’animale, ospite in un maneggio a Trivignano, si era ammalato.
Il sestiere di Castello piange Giulia assieme alla mamma e alla sorella, così come il mondo animalista veneziano, gli amici e pure tanti sconosciuti che avevano conosciuto su Facebook la ragazza quando, il 17 luglio scorso, si era sentita male in vaporetto e, dopo essersi ripresa, aveva voluto ringraziare pubblicamente sul social il comandante e la marinaia della linea 5.2 che l’avevano soccorsa.
«Una ragazza sensibile, attenta alle necessità di tutti, con un senso di amicizia elevato», il ritratto commosso fatto da mamma Lucia, «Un’anima bella che ha avuto una vita segnata dalla sofferenza, anche per alcuni incontri con gli uomini». «Aveva un cuore immenso per le persone e gli animali, per lei tutto aveva un’anima», la ricorda l’amica Chiara. Parenti ed amici si ritroveranno domani alle 11 nella sala laica del cimitero di San Michele in Isola per salutare la 32enne.
Il mondo di Giulia è racchiuso nella foto scelta dai familiari per l’epigrafe, con la ragazza sorridente abbracciata al suo Sàlvador.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








